Guerra al turismo

ROMA CAPUT BUS

Pubblicata il 14/04/2017
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Ci informano alcuni operatori del settore turismo che a Roma la Poliza locale sta procedendo a ritirare le carte di circolazione degli autobus GT che non riportano la toilette (qualora ci sia) come accessorio di bordo. Viene contestato l'art. 73, cioè una modifica delle caratteristiche costruttive del veicolo che necessita di approvazione e prova da parte degli uffici competenti.

Succede sopratutto con i bus più nuovi e dotati di box toilette fisso, inamovibile, che così nascono di fabbrica e non sono modificabili. Cosa ben diversa dai box smontabili, che pure esistono, e sono sostituibili con un ulteriore biposto. Solamente in quest'ultimo caso, infatti, è obbligatoria l'annotazione sulla carta di circolazione. Mentre non lo è nel primo caso, tant'è che viene omessa sulle immatricolazioni più recenti, anzi pare esisterebbe una regola che vuole il cosiddetto libretto il più "asciutto" e chiaro possibile (!), privo quindi di trascrizioni ridonanti o superflue.

Noi abbiamo interpellato la Direzione Generale per la Motorizzazione, che così ha sentenziato:

La Carta di Circolazione, come è noto, riporta oltre ai codici armonizzati, che rappresentano le caratteristiche tecniche del veicolo, ulteriori elementi che caratterizzano specificità dello stesso veicolo tra i quali gli eventuali accessori  e, per la categoria M3, tra gli altri, la toilette fissa o la toilette smontabile.

I diversi accessori  riportati sulla CdC sono frutto anche di richiesta dei costruttori per i quali risulta necessario evidenziare talune caratteristiche tecniche e funzionali degli stessi veicoli.

Infine si fa presente che si ritiene invece necessario riportare la codifica “toilette rimovibile” nel caso in cui tale rimozione comporti la variazione del numero dei posti seduti.

Pertanto la presenza delle toilette fissa sul veicolo installata sin dall’origine, ma non riportata sulla CdC, non rappresenta necessariamente una modifica delle caratteristiche costruttive del veicolo  sanzionabile con l’art.78 del CdS.

Ad esserne coinvolti sono soprattutto i GT di Mercedes, Setra e qualche Volvo. Gli importatori e i reponsabili per le omologazioni delle Case costruttrici si sono affrettati a mandare la suddetta precisazione ai loro clienti/vettori. Intanto, però, i "pizzardoni" romani (per parafrasare Alberto Sordi) non vogliono sentir ragioni: sanzionano i malcapitati con un verbale da 422 euro e ritirano la carta di circolazione; il che costringe a mandare un mezzo sostitutivo, con immaginabile aggravio di costi (spese e danno d'immagine, oltre al fermo macchina).

Se poi ci si mette di mezzo la lentezza della macchina burocratica, oltre al danno c'è la beffa. Ci risulta che un libretto ritirato a Roma a un bus brianzolo il 22 Marzo, a tutt'oggi (dopo 21 giorni) non sia ancora riuscito a transitare dalla MCTC capitolina a quella di Monza. Alla faccia dell'era digitale! Ci sarebbe di che informare Salvini per farne uno slogan leghista, se non fosse che anche alcuni autobus di aziende locali sono rimasti coinvolti nella stessa trappola.  

A discolpa delle autorità romane, va detto che riconoscere una toilette fissa da una amovibile è forse materia da esperti del settore e, per cautela (?), loro intanto procedono. E' pur vero che la questione dei posti a sedere sui bus appare ormai superata da quando la carta circolazione riporta un numero minimo e uno massimo, non più un'unica cifra suscettibile appunto di modifica nel caso di presenza o meno della toilette. Basterebbe una postilla a indicare che il numero massimo di posti diminuisce di due unità qualora vi sia a bordo la toilette (fissa o amovobile che sia). E nessun operatore preposto alla digitazione dei dati sulle fiches d'omologazione ne morirà di certo.

Di sicuro non ne guadagna la sicurezza, perché i vettori per cautelarsi manderanno nella Città Eterna solo veicoli con la toilette dichiarata, quindi mediamente più anziani. Speriamo non vetusti come il 370 Poker e il Setra S200 della foto di apertura, ma almeno all'epoca coi pullman si poteva andare fino in San Pietro... a farsi benedire.

Questa sarebbe facile da riconoscere come toilette fissa, purtroppo è quella di prototipo... che però trasporta(va) solo WC e lavandini: trattasi dell'urbano da 12 metri che l'Amsa di Milano ha attrezzato a bagno pubblico semovente. Stazionerebbe davanti a luoghi affollati da manifestazioni ed eventi, per migliorare il decoro della zona. Purtroppo, dopo la presentazione lo scorso anno, se ne son perse le tracce.







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