Autotrasporto e ambiente

GAS CONNECTION

Pubblicata il 29/04/2016
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C’è la possibilità che il metano liquido (LNG) diventi davvero il carburante del futuro per i camion. Non solo sul corto e medio raggio, ma anche nei trasporti internazionali più impegnativi, come quelli fra Italia e Spagna. A rompere gli indugi l’Iveco e una delle aziende che lavorano nel trasporto della componentistica tra gli stabilimenti di CNH Industrial, la Pe.tra di Brembate (BG), che ha appena concluso l'acquisto di 15 trattori Stralis AT-440S33T/P alimentati appunto a metano, sia liquido sia gassoso. Lavoreranno in Spagna, tra Valladolid e Madrid: 210 km in un continuo avanti e indietro. E già qui non sarebbe facile, tra i saliscendi della Castiglia.

Boss in incognito? Non proprio - Ma alla Pe.tra hanno deciso andare oltre, mettendo alla prova il carburante alternativo per raggiungere direttamente gli stabilimenti spagnoli dalla sede italiana. Con una carovana di sei Stralis guidata dal titolare dell'azienda, Gianandrea Pellegrinelli (58 anni), che ha smesso i panni dell'imprenditore per tornare a fare ciò faceva fin da ragazzo: il camionista. “La Pe.tra è nata nel 1976- dice - ma già mio padre Tullio faceva l'autotrasportatore. Oggi abbiamo sedi in Germania, Spagna e Romania, con una flotta di 160 veicoli, per la maggior parte Iveco”. Infatti, alla consegna ufficiale dei veicoli, c’erano tutti: dal responsabile del mercato Italia, Mihai Radu Daderlat, al vicepresidente della logistica di CNH Industrial, Noach Dror. Secondo quest’ultimo, entro il 2018 almeno il 40% dei flussi tra gli stabilimenti Iveco sarà coperto da veicoli LNG; e poi toccherà alle bisarche.

 

Primo impatto un po’ strano - All’Iveco di Brescia i profilati destinati allo stabilimento di Valladolid stanno già aspettando i sei Stralis della Pe.tra. Che, per non fare un viaggio a vuoto, la sera prima hanno prelevato da Torino i motori dell’Eurocargo. Passando da sud, già che c’erano han fatto il pieno di metano a Piacenza: 525 litri di LNG e 280 di CNG (il metano allo stato gassoso) che sono una sorta di “riserva”, il tutto per un’autonomia intorno agli 800 km. Quindi, non ci dovrebbero essere problemi nemmeno per questo lungo viaggio, pur considerata la rete di distribuzione del metano liquido in Italia, ancora allo stato embrionale: oltre alla stazione emiliana, ce n’è solo un’altra a Novi Ligure (AL). Sono le 10,40 quando lasciamo Brembate. Il percorso fino allo stabilimento bresciano fila via senza problemi, anche se gli autisti, tutti spagnoli, hanno qualche esitazione sulle vie d’accesso dell’autostrada: 23.000 kg di motori, d’altronde, non sono pochi per un camion da 330 CV, e qualcuno col cambio manuale (l’unico disponibile per ora sugli Stralis Natural Power) ci ha perso l’abitudine. Però già dalla seconda rampa fila tutto più liscio. Il traffico è intenso, soprattutto dopo il casello di Brescia ovest.  In catena di montaggio tutto deve funzionare alla perfezione, lo scarico e il carico devono essere eseguiti a orari ben precisi: giù i motori e su i profilati. Gli Stralis della Pe.tra si riempiono anche di “vuoti”, ossia degli imballaggi metallici che servono alla logistica industriale, ognuno con un colore e una serie diversi per identificare a quale particolare pezzo sono destinati: sportello destro, sportello sinistro, pareti posteriore e anteriore, pavimento, telaio del parabrezza. Il peso del carico oscilla tra i 6 e gli 11mila kg.

 

Tutti al mare, con gas a piacere - Si riparte nel pomeriggio, destinazione Savona, dove i nostri s’imbarcheranno alla volta di Barcellona. In mezzo, sosta a Piacenza per un rabbocco: gli autisti hanno bisogno di familiarizzare con questi particolari distributori, anche se non ce ne sarebbe effettivamente bisogno, visto che meno di 40 km dopo lo sbarco c’è il primo distributore spagnolo. Il prezzo? 0,959 euro/kg l’LNG, 0,949 il CNG. Un centesimo di differenza, dovuto con ogni probabilità all’assenza, da noi, di terminal portuali per le navi metaniere: così l’LNG, in Italia, fa l’inverso del nostro viaggio: arriva da Barcellona (E), oppure da Marsiglia (F). La scelta fra LNG e CNG sullo Stralis avviene manualmente, utilizzando un tasto in cabina. Fino a Brescia gli autisti han preferito utilizzare il secondo,  da noi certamente più facile da trovare, poi è stato il liquido a prevalere. Anche le salite appenniniche che separano la Pianura Padana dal Mar Ligure passano in fretta, perché, eccetto il primo carico di motori, questi Iveco trasportano materiale voluminoso ma leggero, che siano profilati oppure cabine già formate (in Spagna). Sicché anche i saliscendi italiani e spagnoli sono tutt’altro che un’impresa. Anche secondo Pellegrinelli: “Il metano liquido è il futuro, specie se arriverà l’Iveco da oltre 400 CV e con la cabina larga Hi-Way”. Secondo il boss della Pe.tra la tecnologia è doppiamente vincente: “Il committente dimostra ai clienti la sua anima verde e l’azienda di autotrasporto risparmia”.

 

Un giorno di navigazione - Tra rifornimenti e pause, l’imbarco a Savona sul traghetto per Barcellona è avvenuto alle 23. Considerate le procedure dello sbarco, si tocca terra a Barcellona esattamente 24 ore dopo: “La modalità più conveniente dipende dall’organizzazione – secondo Pellegrinelli - il segreto è tutto nella sincronizzazione dei tempi di carico-scarico con gli orari delle navi”. Ad Abrera, poco dopo Barcellona, c’è è il primo distributore di LNG spagnolo. E una novità: non è assistito, ma self service. Quindi, per gli autisti, casco e guanti obbligatori per evitare il congelamento, perché il metano passa dalla fase gassosa a quella liquida a meno 162°C! Almeno i prezzi riscaldano l’umore: 0,69 euro/kg. Niente CNG, visto che da Piacenza la carovana sta utilizzando praticamente solo l’LNG. Per la prima volta fra due veri rabbocchi successivi e a carico costante, vediamo quali sono i consumi reali: la media fra i vari Stralis è sui 4,1 km per ogni chilo di metano bruciato, cioè 25 kg per 100 km. E arriva l’ora della verità. Da Abrera a Valladolid ci sono 707 km, più altri 210 fino a Madrid per il rifornimento successivo: totale oltre 900 km, che sono forse fuori portata per i loro serbatoi. Meglio programmare un’ulteriore sosta a Burgos. Superata Saragozza, la nostra carovana si dirige quindi verso Logroño, attraverso i paesaggi desertici dell’Aragona e poi avventurandosi tra i freddi saliscendi della meseta. La nuova sosta arriva dopo una tirata di 562 km per un altro rabbocco da pieno a pieno, e il consumo si conferma sui 4 km/kg. Dopo 939 km da Brembate è il primo rifornimento davvero importante, tant’è che il nostro Stralis “di testa” carica ben 140,6 kg, ma per la modica spesa di 97 euro. Per riempire il serbatoio criogenico dell’LNG ci vogliono circa 5 minuti. Qualcuno ci mette qualche secondo di più per ricreare il “vuoto” all’interno del serbatoio, operazione molto veloce grazie a un collegamento supplementare.

 

Passaggio dimensionale - Dopo 1022 km da quando sono usciti di fabbrica, a Brescia, i lamierati essenzialmente di forma piana arrivano alla loro prima fermata: lo stabilimento di Valladolid. Qui, le superfici trasportate in precedenza da altri camion sono state già saldate assumendo la tridimensionalità delle cabine. Che salgono a loro volta sui camion della Pe.tra, destinazione Madrid. Di metano liquido nei serbatoi ancora ce n'è per arrivare fino alla capitale iberica, in quella che fu la casa dei Pegaso e dove oggi si assemblano tutti gli Stralis e i Trakker di Iveco. Da Brembate fanno, in tutto, 1294 km. Sarà quest’ultima tratta quella calcata prevalentemente dagli Iveco a metano della Pe.tra; e la prevista costruzione di una nuova area di servizio a metà strada permetterà loro di muoversi con ancor più libertà. “Vero che saranno gravati da carichi piuttosto leggeri, però - puntualizza Pellegrinelli - ogni giorno sono 30 i camion impegnati a collegare i due stabilimenti. Tra l’arrivo e la partenza passano tassativamente 43 minuti: orari precisi per non avere conseguenze sulle catene di montaggio”. Insomma, chiediamo al boss, li promuove questi Stralis a metano? “Sicuramente. Nell'operazione abbiamo investito circa 1,5 milioni di euro, però ci aspettiamo un risparmio del 30% sui costi del carburante”.







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