Pacchetto mobilità

NUOVO OK DELL'UE CONTRO IL DUMPING SOCIALE

Pubblicata il 09/06/2020
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Prosegue, seppure a rilento, l'iter europeo per la riforma dell'autotrasporto comunitario. In questi giorni è stato fatto un altro importante passo avanti. La commissione Trasporti del Parlamento Ue ha infatti approvato in seconda lettura il Pacchetto mobilità sottoscritto a dicembre da Eurocamera e Consiglio dopo un lungo e difficile negoziato. 

Migliori condizioni di lavoro. Il testo prevede regole più rigorose per evitare il dumping sociale fra i Paesi membri e per assicurare migliori condizioni di lavoro agli autotrasportatori stabilendo tempi di riposo tali da permettere loro di trascorrere più tempo a casa. Inoltre, i tachigrafi saranno utilizzati anche per registrare gli attraversamenti delle frontiere (e ora persino sui veicoli commerciali leggeri che effettuano trasporti internazionali) in modo da rafforzare la lotta alle frodi e alla concorrenza sleale.

I prossimi passi. Il voto favorevole della commissione Trasporti conferma la decisione di gennaio con cui gli europarlamentari avevano dato una prima approvazione all'intesa raggiunta con i ministri europei, i quali a loro volta hanno approvato la riforma il 7 aprile. Il testo passa ora alla plenaria, che dovrebbe votare nuove norme durante la sessione di luglio. Il Pacchetto mobilità sarà considerato approvata definitivamente se verrà approvato dalla maggioranza assoluta dell'aula senza nessun emendamento. 

Strada giusta. Conftrasporto-Confcommercio ha espresso soddisfazione confidando in una rapida conclusione dell’iter. “La strada intrapresa dalle Autorità comunitarie europee è quella giusta", ha commentato il vicepresidente Paolo Uggè. "Da troppo tempo l’Italia subisce gli effetti di norme disomogenee che alterano il mercato, sfavorendo le nostre imprese, in particolare rispetto a quelle dei Paesi dell’Est. Rimane ancora aperta la questione della libera circolazione delle merci ostacolata da alcuni Stati, in particolare dall’Austria. Sappiamo che il ministro dei Trasporti Paola De Micheli si sta adoperando per superare anche queste discrepanze, e la ringraziamo per essersi attivata in sede europea”, ha concluso Uggè.

Queste le novità. Ricordiamo, in estrema sintesi, le principali per il settore novità previste dal Pacchetto mobilità:
- per quanto riguarda il cabotaggio stradale sarà possibile effettuare fino a un massimo di tre operazioni di trasporto in uno Stato straniero nell’arco di una settimana. Prima di poter nuovamente entrare nello stesso Paese, però, è necessario attendere almeno quattro giorni;
- anche i veicoli commerciali leggeri con un peso compreso tra le 2,5 e le 3,5 tonnellate, se vengono utilizzati per trasporti internazionali devono essere equipaggiati con un tachigrafo digitale;
- i tempi di guida e riposo sono sempre di 2 settimane e 90 ore, ma è possibile ottenere una deroga in caso di trasporto internazionale delle merci. Gli autotrasportatori impegnati nel trasporto nazionale dopo il periodo di riposo settimane regolare ridotto, equivalente a 24 ore a settimana, devono successivamente osservare un periodo di riposo settimanale regolare, cioè 45 ore o anche di più, nella settimana successiva. Gli autisti impegnati nel trasporto internazionale invece possono prendersi due periodi di riposo ridotti per 2 settimane consecutive, purché osservino due periodi di riposo compensativi (21 ore ciascuno) la settimana successiva;
- è vietato il riposo regolare in cabina di 45 ore e l’autista impegnato nel trasporto internazionale deve rientrare nel suo Paese d’origine almeno ogni quattro settimane. Allo stesso tempo il mezzo di un’azienda non può rimanere all’estero per più di otto settimane;
- per il distacco transnazionale rimane in vigore la normativa attuale con l’unica eccezione relativa ai viaggi di transito o alle operazioni bilaterali. Il lavoratore distaccato può quindi godere delle stesse condizioni di lavoro e di occupazione degli altri colleghi di pari livello che operano in sede. A livello previdenziale, infine, viene applicato il principio della personalità e non quello della territorialità. In pratica il lavoratore distaccato può usufruire della copertura previdenziale del Paese in cui lavorava prima di essere distaccato.

Redazione online







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