Protagonisti

INTERVISTA A MARCO LAZZONI (MAN) - #BACKONTRACK

Pubblicata il 08/09/2020
  • Invia articolo per mail
  • Condividi
  • Lascia commento


Dopo aver avviato #backontrack, l'opera di sensibilizzazione verso l'opinione pubblica, la nostra iniziativa dedicata alla ripartenza a seguito della pandemia di Covid-19 ha dato vita a un volume nel quale i partner - protagonisti del mondo della produzione e distribuzione di veicoli industriali e commerciali - illustrano, in pillole, l'esperienza delle loro aziende e la loro visione del futuro. Qui invece, vi proponiamo le loro interviste in versione integrale. Di seguito quella di Marco Lazzoni, direttore generale Man Truck&bus Italia.

Come l’azienda e la sua organizzazione sul territorio hanno convissuto col periodo dell’epidemia e quali sono state le maggiori sfide da affrontare?
Fin dall’inizio abbiamo istituito in MAN Italia un tavolo di lavoro per monitorare l’evolversi della situazione. Con il passare delle settimane e la presa d’atto della gravità dei fatti, abbiamo immediatamente messo in pratica tutte le misure richieste dai vari decreti governativi partendo dallo smart working (tutti i collaboratori sono dotati di computer portatile), fornendo le dotazioni di protezione personale ai dipendenti esposti al pubblico e introducendo misure adeguate a mantenere le distanze di sicurezza negli ambienti di lavoro. Anche quando è stato necessario “chiudere” la sede Centrale, siamo riusciti a garantire l’operatività di tutti i servizi essenziali potendo contare, oltre che sulle nuove modalità di lavoro introdotte, sul forte senso di responsabilità di tutto il personale aziendale. Nonostante le oggettive difficoltà e pur con livelli ridotti di personale, la rete di Assistenza MAN è riuscita sostanzialmente a restare operativa continuando a garantire il soccorso stradale e gli interventi di riparazione più urgenti. Un’attività più che meritevole che ha permesso alla filiera del trasporto di continuare a funzionare anche nei periodi più difficili. Diversamente, la rete di vendita si è “fermata” tenuto conto che già prima del lockdown molte aziende non ricevevano più i venditori e con il passare del tempo era diventato impossibile, oltre che inopportuno, procedere come di consueto. Alle trattative e ai rapporti professionali si sono gradualmente sostituiti i contatti personali e umani. Ci sono stati sicuramente dei moment difficili, in cui prevalevano paura e disorientamento, ma anche grazie a un costante dialogo interno tra responsabili e collaboratori o tra gli stessi reparti siamo riusciti a farci forza l’un l’altro e ad acquisire una sorta di capacità di agire convivendo con quanto ci circondava.

Quali sono state le iniziative messe in campo e cosa è stato necessario aggiungere nella fase 2?
Fatte salve tutte le misure a salvaguardia e tutela della salute di tutti i collaboratori, la riapertura “fisica” degli uffici ci ha naturalmente indotto a mantenere o a mettere in campo ulteriori azioni a sostegno del graduale ritorno alla normalità. Stiamo ancora incentivando lo smart working ove possibile, comprendendone appieno sia l’utilità specifica nell’attuale scenario sia le future potenzialità. Abbiamo adottato piattaforme online per lo svolgimento delle principali riunioni e incontri di lavoro sfruttando appieno la tecnologia per minimizzare l’assenza fisica. Abbiamo “digitalizzato” la formazione introducendo aule virtuali e video tutorial girati dagli stessi nostri formatori. Stiamo ripensando per molti versi l’intero approccio al business valutando e perlustrando nuovi canali e nuove forme di promozione dei nostri prodotti e servizi. Dobbiamo, ognuno per quanto gli compete, fare tutto quanto il necessario per far ripartire il “sistema” partendo in primis dalle persone e da una ritrovata fiducia nel futuro.

Quali cambiamenti saranno necessari in futuro dal punto di vista delle strategie?
Non è ancora possibile avere un’idea chiara e precisa delle conseguenze di questa emergenza e soprattutto capire se e quando ne usciremo totalmente. Anche dal punto di vista politico, mi aspetto che saranno necessari ancora molti interventi a sostegno delle imprese e dell’economia. Al momento, le dinamiche finanziarie rappresentano la più grande sfida che dobbiamo affrontare – rate in scadenza, contratti in essere, stock in giacenza – ma nessuno ha la capacità di assorbire da solo e integralmente l’impatto di tale crisi. Servirà una concertazione a più mani con un giusto mix tra intervento pubblico e supporto privato e, fatti salvi i principi generali, molte situazioni richiederanno una gestione ad hoc. 

E sulle modalità di lavoro del settore vede affermarsi nuovi equilibri?
Stiamo osservando cosa c’è da imparare. Si lavora in smart working per sempre? L’esperienza è stata troppo breve, ma l’infrastruttura tecnologica c’è e funziona, anche per la formazione. Certo il lavoro in presenza favorisce la vita collettiva e lo smart working no. Dipende dalle attività. Ci sono servizi in campo pubblico che non stanno brillando. Nel nostro settore il rischio è che il controllo di qualità si abbassi. Proprio dall’esperienza di chi è rimasto al lavoro in presenza, come il personale delle officine, sono affiorarti temi valoriali importanti, esempi di generosità.

Queste esperienze umane locali cosa insegnano a una multinazionale?
Noi avevamo già fatto riflessioni in questo territorio. Penso che ai grandi temi che si stanno delineando negli ultimi anni, digitale e verde, si aggiungerà la questione dell’etica. Se parliamo di sostenibilità - come nel nostro ambiente si fa quasi senza sosta - stiamo parlando di comportamenti etici, che guardano non solo a breve termine o al perimetro ristretto di un’azienda, a obiettivi non solo finanziari ma anche a temi esterni. La società contemporanea s’è focalizzata sul breve termine e su temi di natura economica, che nel contesto attuale ormai appaiono ristretti. Le scelte dei consumatori saranno conseguenti a quelle delle aziende su questi temi.

Quali sono i riflessi di queste considerazioni sull’attività della vostra azienda?
Ci siamo posti questa domanda da più di un anno. Noi abbiamo un ottimo prodotto al quale stiamo associando uno sviluppo della rete in chiave di cultura organizzativa. Il primo settembre ha aperto il settimo Truck center, che ci permetterà di rafforzare la nostra presenza con luoghi di eccellenza al servizio del cliente. Negli ultimi anni abbiamo assunto più di 100 persone, puntando ad aumentare il valore con un’organizzazione giovane, senza rinunciare a chi c’era già. La grande differenza fra prodotto e servizio è la presenza umana, e quindi il tema della motivazione è essenziale. Uno degli elementi di discontinuità della nuova sede di MAN Italia, la cui costruzione partirà a gennaio, sarà un campus, uno spazio aperto all’incontro dove riceveremo e daremo stimoli da e per l’esterno. Si sta concretizzando una consapevolezza: il ruolo delle grandi aziende è più che vendere un prodotto.

In un momento come questo avete organizzato un progetto di formazione relazionale sulla fiducia, quando l’atteggiamento generale verso queste iniziative è che non c’è tempo, che bisogna lavorare?
Questa serie di occasioni online tenute da esperti fa parte del nostro obiettivo di ricostruire una cultura umanistica all'interno delle aziende, il cui ruolo in futuro dovrà essere di diventare attori più loquaci e di portare il dibattito su questioni più importanti per tutti. Abbiamo una voce, dei palcoscenici, tanti protagonisti e questo può favorire un dibattito, Questi incontri saranno sempre aperti, il loro significato è che il nostro confronto interno sia visibile e possa essere un catalizzatore per altri, che crei aggregazione e sviluppo.

Sono temi condivisi all’interno del vostro gruppo industriale?
Io penso che un’azienda ogni dieci anni possa ripensare alle sue scelte, dimostrando capacità di lettura del contesto. Per esempio abbiamo capito che un prodotto valido per tutto il mondo è una chimera, che c’è una regionalizzazione oltre la quale non si riesce ad andare. E queste riflessioni sono attuali anche all’interno di Traton. I mercati stanno cambiando, la geopolitica sta cambiando e noi dobbiamo trarne le conseguenze. È un momento molto interessante perché c’è attesa per uno scatto in avanti, per l’inizio di un nuovo ciclo.

Raffaele Bonmezzadri







Nessun Commento



Le ultime notizie






shoped

Digital Edition

Per te l’edizione digitale
è su tutti i dispositivi!

Scegli tuttoTrasporti Digital Edition e sfoglia la tua rivista preferita dove e quando vuoi sul tuo computer, tablet e smartphone.

Per te l’edizione digitale
è su tutti i dispositivi!

Scegli Quattroruote Digital Edition e sfoglia la tua rivista preferita dove e quando vuoi sul tuo computer, tablet e smartphone.

Per te l’edizione digitale
è su tutti i dispositivi!

Scegli Dueruote Digital Edition e sfoglia la tua rivista preferita dove e quando vuoi sul tuo computer, tablet e smartphone.

Per te l’edizione digitale
è su tutti i dispositivi!

Scegli Ruoteclassiche Digital Edition e sfoglia la tua rivista preferita dove e quando vuoi sul tuo computer, tablet e smartphone.

Per te l’edizione digitale
è su tutti i dispositivi!

Scegli TopGear Digital Edition e sfoglia la tua rivista preferita dove e quando vuoi sul tuo computer, tablet e smartphone.

Per te l’edizione digitale
è su tutti i dispositivi!

Scegli X Off Road Digital Edition e sfoglia la tua rivista preferita dove e quando vuoi sul tuo computer, tablet e smartphone.






Listini del nuovo

Veicoli commerciali leggeri


Veicoli industriali

Bacheca


Tuttotrasporti in edicola
Sul numero di SETTEMBRE:

- MAN TGX: l'abbiamo guidato in anteprima
- Mercedes-Benz eVito, il furgone medio elettrico
- Abbiamo messo alla prova un DAF XF 6x2 frigo 
- Intervista al capo di IvecoThomas Hilse
- Kamaz per le miniere, un gigante a 5 assi
- Camion a idrogeno, i mezzi e le soluzioni per rifornirli
- Rimorchi e semirimorchi, ecco come cambiano
- Land Rover: tutta nuova la Defender commerciale
- La connettività alla base dei Ford Transit
- Cambia tutto il pick-up Isuzu D-Max
- Pacchetto mobilità, cambia il trasporto internazionale
- Padroncini, un mestiere sempre più difficile
- Tante consegne per gli autobus Iveco

Disponibile su tutti i dispositivi

Sfoglia l'ultimo numero
Abbonati on line

| Domus | Dueruote | Il Cucchiaio d'Argento | Meridiani Montagne | Quattroruote | Ruoteclassiche | Editoriale Domus
| Accademia ED | Pista ASC | Quattroruote Professional | Pubblicità | ShopED |

Editoriale Domus SpA Via G. Mazzocchi, 1/3 20089 Rozzano (Mi) - Codice fiscale, partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese di Milano n. 07835550158
R.E.A. di Milano n. 1186124 - Capitale sociale versato € 5.000.000,00 - Tutti i diritti riservati - All rights reserved - Informativa Privacy - Informativa Cookie completa - Privacy - Lic. SIAE n. 787/I/07-908