Volkswagen T6.1

EH SÌ, SONO ANCORA QUI

Pubblicata il 21/07/2020
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Apparso alla fine della scorsa estate, il Transporter 6.1 prosegue, come lascia intendere la numerazione, la storia precedente del van di Volkswagen. Più che un modello, un pilastro della produzione, qualcosa a cui il marchio deve molto più che il semplice presidio nella categoria commerciali di taglia media. Da che è apparso come derivato del mitico Maggiolino Typ 1 - non a caso si chiamava Typ 2 - il furgone ha assunto i valori dell'icona per un'intera generazione a cavallo degli anni Sessanta/Settanta. Oggi lo è ancora nelle sue versioni passeggeri Multivan e Caravelle, spesso rivolto a un pubblico d'elite. Però gli stessi presupposti tecnici si ritrovano pari pari nelle versioni per trasporto merci e hanno ancora punti in comune con la Golf, il bestseller Volkswagen, come era alle origini.

Prima che tutto cambi. In futuro il T7 e l'accordo industriale con Ford rimescoleranno le carte in tavola, ma intanto il T6.1 porta avanti la tradizione VW. Lo fa su una scocca quasi identica alla precedente, che poi si fonda ancora sulla struttura del primo T5 apparso nel 2003, seppur aggiornata nel frontale. Il reparto sospensioni, tutto a ruote indipendenti già allora, non ha avuto bisogno di troppi ritocchi, pur se nel frattempo altri concorrenti (PSA e compagni) sono giunti allo stesso livello di raffinatezza. Quanto al motore, da tempo la scelta si basa sul solo 2.0 TDI, in questo caso nella taratura intermedia da 150 CV (le altre sono 110 e 199 CV). Un'unità che ha fatto la storia della Volkswagen. Rispetto a quando trova posto nei cofani delle berline, nella declinazione commerciale il 4 cilindri ha l'intercooler aria/acqua e non aria/aria, montato direttamente sopra la testata. Nel nostro caso è abbinato a un cambio manuale a 6 marce, ma proprio a partire da questa potenza si può scegliere il doppia frizione DSG, eventualmente abbinato alla trazione integrale 4Motion (o solo questa, se volete). Insomma una gamma che si amplia per scelte di trasmissione piuttosto che di carrozzerie: di fatto due lunghezze di passo, al più con l'opzione del tetto alto sul più lungo (che passa così da 6,7 a 9,3 m3).  Considerando anche la versione autotelaio, è comunque molto di più di quanto offrono alcuni concorrenti più giovani. Inoltre, nelle proporzioni fra spazio occupato e volume di carico, il furgone medio di VW fa ancora scuola. E con le ruote non proprio agli spigoli, conserva manovrabilità nello stretto.

Le novità. Fin qui, però, sono poche le vere novità. Bisogna entrarci nel T6.1, per dar ragione  del suffisso "punto uno" che lo distingue dal suo predecessore. Così aprendo lo sportello si accede a ciò che riassume il concetto di qualità dei veicoli tedeschi: tradizione, moderata fantasia, montaggi rigorosi e materiali solidi; un classico quindi, impreziosito da una moderna plancia che dalle intersezioni delle linee principali assume un leggero andamento curvilineo attorno al posto guida. Una necessità nata dal dover dare spazio, e visione, ai più moderni sistemi di assistenza alla guida: dal riconoscimento dei segnali stradali al cruise control adattivo con frenata automatica d'emergenza che riconosce anche i pedoni, dal controllore di corsia con sterzo attivo all'avviso di ostacoli nell'angolo cieco. Poi, ci sono Park e Trailer Assit per agevolare parcheggi e traino di rimorchi. Insomma sicurezza ai massimi livelli, purtroppo in gran parte non inclusa nella dotazione standard. L'equipaggiamento di serie, tuttavia, include il climatizzatore, e non parte da un listino per una volta non troppo diverso da quello dei concorrenti. Sul Transporter, poi, compare (a pagamento) finalmente la botola sotto la panchetta dei passeggeri che mette in comunicazione il vano con l'abitacolo, consentendo il carico di un (piccolo) fascio di barre fino a 2,8 metri contro i circa 2,5 di lunghezza utile fra le porte posteriori e la paratia: uno strappo alla tradizionale rigidità teutonica che dà un minimo di flessibilità al vano di carico, altrimenti fisso sui suoi "squadrati" 5,8 metri cubi. Senza sfruttare la botola, sotto ai sedili restano due vani di generosa capienza che fanno il paio con quelli sulle portiere. Altri ce ne sono sulla plancia, un po' più dimensionati di prima.

Raffaele Bonmezzadri

Il test completo è su tuttoTrasporti di aprile 2020, n. 437. 

Volkswagen Transporter (2020)








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