I NOSTRI TEST

Maxus eDeliver3,
passaggio di testimone

Pubblicata il 06/09/2021
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Con la prova del Nissan e-NV200 appena completata, non ci è sembrato vero poterlo confrontare con il Maxus eDeliver3 prodotto dalla cinese Saic Motor, l'ultima fatica del gruppo Koelliker da sempre impegnato nell'importare in Italia qualcosa (con le ruote) che prima non c'era, e adesso concentrato sul fronte elettrico col programma dedicato KGen. Tant'è che lo abbiamo preteso a passo corto. Benché la derivazione sia abbastanza diversa - il primo è a metà strada fra un multispazio e un furgone medio, l'altro è invece la versione più compatta di un medio tout-court - di fatto i due sono concorrenti diretti. O meglio, avrebbero potuto esserlo, non fosse che la Nissan ha deciso di dismettere entro fine anno la fabbrica spagnola, dove assemblava l'e-NV. Così, di fatto, il Maxus ne va a raccogliere il testimone, proponendo contenuti paragonabili. Gli unici altri competitor sono le varianti compact di PSA/Opel: E-Expert, ë-Jumpy e Vivaro-e di cui vi racconteremo appena potremo provarli.

Non regalato, ma completo. Per il Maxus il made in China non è sinonimo di bassa qualità a poco prezzo, in nessuna delle due accezioni: non scade troppo nelle finiture (almeno per il target del veicolo) e non è neppure regalato, giacché il suo listino finisce per pareggiare la base del Nissan. Dalla sua, in compenso, ha una dotazione che somiglia invece al più ricco degli e-NV200 (l'Exclusive), pur con una batteria da 35 kWh contro quella da 40 del secondo (unica prevista). Volendo l'eDeliver3 può essere equipaggiato con un modulo in più per totali 52,5 kWh, con un prezzo fin troppo vicino a quello del Nissan più accessoriato per non pensare che l'importatore italiano non abbia avuto proprio l'e-NV200 come riferimento per posizionare il Maxus.

Simili anche negli ingombri. I due si copiano pure negli ingombri: pressoché identica la lunghezza, di un paio di centimetri maggiore l'eDeliver3 in altezza e larghezza, che sfrutta il passo decisamente più lungo e lo sbalzo anteriore corto per dare spazio al vano di carico e arrivare ai (dichiarati) 4,8 metri cubi contro i 4,2 dell'e-NV200. La sua lunghezza di carico è di circa due metri nel punto in cui maggiormente sporge la paratia, quota che il Nissan raggiunge  appena al pavimento, lasciando al rivale un vantaggio di una ventina di centimetri. È poi nello spessore delle pareti, assai più sottili, che il Maxus accumula altro vantaggio. Di contro il Nissan, grazie al passo corto, è più maneggevole: lo dimostra il diametro di volta meno ingombrante di circa mezzo metro. Quanto alle portate, i 100 chili in più di peso totale abbinati ad una tara quasi altrettanto più favorevole, avvantaggiano l'eDeliver3; se però avesse i 150 kg in più di batterie della versione da 52,5 kWh i valori tenderebbero a un maggiore allineamento, restando comunque migliori per lui.

Elettromeccanica in duplex. Non bastassero le misure, a suggellare le similitudini ci sono valori di coppia e potenza analoghi per Maxus e Nissan. Il che conduce a prestazioni molto simili, come dimostrano i nostri rilevamenti (a pag. 18). I motori sono entrambi sincroni, agenti sulle ruote anteriori con l'interposizione di un riduttore a rapporto fisso, per una velocità parimenti limitata a 120 km/h. A cambiare è solo l'elettronica di gestione, un po' più efficiente nel caso del Nissan che infatti guadagna autonomia rispetto a quello provato un paio d'anni fa e stacca il Maxus nell'utilizzo cittadino con frequenti stop&go: ben 245 km che tolgono quasi ogni ansia da ricarica. La forma più filante dell'e-NV200 ha la meglio pure in autostrada, ma l'eDeliver3 recupera nell'extraurbano riportando la media dei consumi a valori molto vicini. Peraltro i 154 km verificati dal Maxus sono di soli 4 inferiori ai dichiarati, mentre i 200 del Nissan scendono a 186 reali. 

Comportamento neutro. Il Nissan frena anche meglio dell'avversario cinese, a parità di impronta a terra (identiche le misure dei pneumatici); mentre il risultato si ribalta leggermente a favore del Maxus nell'assorbimento degli ostacoli più secchi, ma equivalente sul pavè: plausibile, dato l'identico schema di sospensioni, indipendenti davanti e a ponte rigido dietro. Ciò si traduce in un comportamento analogo su strada, abbastanza neutro e prevedibile per entrambi. Nessuno dei due invita alla guida sportiva, benché lo spunto da fermo sia notevole come su tutti gli elettrici: il Maxus tende più facilmente a perdere trazione, evidenziando anche controlli elettronici un po' meno raffinati. Quanto all'acustica, a sostanziale parità di decibel, il Nissan prevale di qualche punto percentuale nell'indice di articolazione (qualità del rumore), probabilmente per la maggiore rigidità della scocca. 

Danilo Senna

Estratto dell'articolo pubblicato su tuttoTrasporti di settembre 2021, n. 452.











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