Fusione FCA-Renault

GRANDI MANOVRE IN CORSO

Pubblicata il 27/05/2019
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Dopo le prime indiscrezioni diffuse dal Financial Times è arrivata la conferma ufficiale. La Fiat Chrysler Automobiles ha inviato una proposta di fusione paritetica 50-50 al consiglio di amministrazione della Renault con l’obiettivo di creare uno dei più grandi gruppi al mondo di auto e trasporti leggeri.

Sviluppo di nuove tecnologie. “La proposta di FCA” - si legge in una nota del colosso italo americano - fa seguito a iniziali dialoghi operativi tra le due società per identificare prodotti e ambiti geografici in cui si potrebbe collaborare, in particolar modo nello sviluppo e nella commercializzazione di nuove tecnologie. Tali dialoghi hanno chiarito che una più ampia collaborazione tramite una aggregazione migliorerebbe sostanzialmente l’efficienza del capitale e la velocità nello sviluppo dei prodotti. Il razionale dell’aggregazione è anche rafforzato dal bisogno di prendere decisioni coraggiose per cogliere su larga scala le opportunità che si sono create nel settore automobilistico in campi come la connettività, l'elettrico e la guida autonoma”. 

Sinergie e nessuna chiusura degli stabilimenti. Per placare i timori su possibili scossoni occupazionali, FCA ha prontamente rassicurato che la fusione non comporterà la chiusura di stabilimenti. Al contrario, l’aggregazione e le relative sinergie, avrebbero un valore stimato di oltre 5 miliardi di euro in sei anni, per effetto principalmente “della convergenza delle piattaforme, del consolidamento degli investimenti nei sistemi di propulsione e nell’elettrificazione e delle economie di scala”.

Nissan e Mitsubishi escluse. Per ora. Per ora la proposta riguarda esclusivamente il gruppo d’Oltralpe e lascia fuori dai giochi le altre figure che fanno parte del sodalizio con il gruppo Renault, ossia Nissan e Mitsubishi. Un’alleanza che negli ultimi tempi appare sempre più in sofferenza per gli equilibri sempre più sbilanciati verso il marchio francese (che detiene il 43% della casa di Yokohama), in particolar modo dopo l’arresto dell’ex numero uno Carlos Ghosn, che aveva tra i suoi principali progetti la fusione tra i due gruppi.

Partnership allargata. Ma ci pensa la stessa Fiat Chrysler a placare gli animi e lasciare la porta aperta a nuovi assetti per i prossimi mesi. “Mentre la proposta si concentra su di una aggregazione tra FCA e Groupe Renault, FCA è impaziente - quale parte di una unica azienda con Groupe Renault -, di lavorare con le società partner dell’Alleanza di Groupe Renault alla ricerca dei modi in cui creare ulteriore valore per tutti i membri dell’Alleanza. FCA riconosce lo standing e i risultati raggiunti dai partner di Groupe Renault e vede significativi vantaggi previsti da una partnership allargata, per tutte le parti”.

Dai francesi, interesse per la fusione. Al termine della riunione del cda, che si è svolta a Parigi, la Renault ha confermato il suo interesse per la fusione, riservandosi di valutarne i dettagli. "Dopo un'attenta analisi dei termini della proposta amichevole di FCA, il consiglio di amministrazione - si legge nel comunicato diffuso dalla Régie - ha deciso di studiare con interesse l'opportunità di una combinazione aziendale del genere, che dia forza alla presenza manifatturiera di Groupe Renault e crei valore aggiunto all'Alleanza. Una comunicazione verrà rilasciata al momento opportuno per informare il mercato dei risultati delle discussioni, in conformità con le leggi e i regolamenti applicabili”.

Gli accordi con il gruppo PSA. Tutte da scoprire, invece, le conseguenze sugli accordi di FCA con l’altro gruppo francese, PSA, con il quale è in essere un’alleanza fino al 2023 per la realizzazione di veicoli commerciali (Citroën Jumper e Peugeot Boxer, ma anche Opel Movano - tra l'altro attualmente assemblato proprio da Renault, al pari del Fiat Talento -, oltre ovviamente al Fiat Ducato) su una piattaforma comune. Assetti, strategie ed equilibri che probabilmente saranno aggiornati nei prossimi mesi, qualora la fusione dovesse concretizzarsi.

Roberto Barone







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