Austria

ENNESIMA STRETTA
SUI TRASPORTI DALL'ESTERO

Pubblicata il 09/01/2020
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Nuova stretta dell'Austria sui trasporti dei veicoli industriali provenienti dall'estero. Lo ha anticipato l'Anita illustrando il programma quinquennale del nuovo governo federale e lanciando l'allarme per le ricadute negative che questo provvedimento avrà sulla logistica italiana. Il piano, dal titolo "Aus verantwortung fur Osterreich - Regierungsprogramm 2020-2024”, prevede limitazioni al transito dei mezzi pesanti che giungono sulle strade austriache da oltre frontiera al fine di dirottarne gran parte verso la ferrovia.

Aumento dei pedaggi. Il programma, infatti, contiene un capitolo dedicato espressamente al trasporto delle merci "in armonia con il clima e per combattere il problema del transito" che contempla nuovi limiti per i camion stranieri. Tra le varie misure contenute nel documento, il "pedaggio di corridoio", ossia un supplemento di costo per i veicoli pesanti, oltre a quelli già previsti, in aree particolarmente trafficate. Uno di questi riguarda il Brennero, lungo tutta l'asse tra Monaco e Verona, con lo scopo di "adeguare i costi ad altre rotte di transito attraverso le Alpi". L'Austria intende poi coinvolgere in alcuni di questi provvedimenti anche i Paesi confinanti.  Secondo il programma di governo poi, i prezzi del gasolio in Austria dovrebbero rimanere a basso costo per il traffico locale delle merci, ma non per il traffico tra Italia/Alto Adige e gli stati membri dell'Europa del Nord, per il quale dovrebbe addirittura essere vietato il rifornimento in Austria.

Le altre limitazioni. Il piano austriaco conferma poi i divieti settoriali, ossia quelli applicati ai veicoli industriali che trasportano determinate tipologie di merci. Dal 1° gennaio 2020 sono stati ulteriormente estesi a nuove categorie e ai veicoli Euro VI (esclusi gli Euro VId). È prevista un'ulteriore estensione di questo divieto al di fuori delle attuali aree sensibili, tra cui rientra l'asse del Brennero. Il testo conferma anche le altre misure già in vigore contro l'autotrasporto in transito: dosaggio dei veicoli alle frontiere esterne, divieto di circolazione notturno e durante i fine settimana, compresi quelli del sabato in estete e in inverno, divieto di circolazione totale stabilito per determinate classi Euro. Inoltre, Vienna vuole garantire il diritto delle autorità regionali a istituire divieti di circolazione locale.

Segnaletica digitale. L'Austria, prevede poi di avviare un progetto pilota che comtempli l'ampliamento dei divieti di circolazione automatici per i camion attraverso l'utilizzo della segnaletica stradale digitale basandosi sulla misurazione in tempo reale dei flusso di traffico. E, infine, controlli ancora più rigorosi sul rispetto dei tempi di guida e riposo, i limiti di velocità, il peso massimo ammesso e il cabotaggio "rafforzando così l'industria del trasporto nazionale e la posizione logistica".

A rischio il settore e l'economia italiana. Nessuno ha obiezioni affinché le merci debbano essere trasportate "in armonia con il clima", spiega il presidente dell'Anita, Thomas Baumgarnter, ma "è inaccettabile all'interno dell'Unione europea che un singolo Paese calpesti i diritti fondamentali di questa stessa Unione e intenda ostacolare in modo specifico la libera circolazione delle merci e il libero scambio di merci tra gli Stati membri. Tutte le misure pianificate e parzialmente già attuate riguardano solo il traffico merci in transito su strada tra Italia/Alto Adige e gli Stati membri dell'Europa settentrionale, ma non quello di destinazione o di provenienza con l'Austria. Come se le merci da e verso o all'interno dell'Austria non dovessero essere trasportate in armonia con il clima. Mi auguro", conclude Baumgarnter, "che i rispettivi assessori all’economia e ai trasporti e l'intero Governo dell’Alto Adige si oppongano decisamente a questa politica discriminatoria dell'Austria e del Tirolo, in quanto dannoso per l’economia e rispettivo export dell'Alto Adige e per l'Italia intera". 

Conftrasporto: "Adesso basta". Sulla stretta relativa al Brennero in particolare e ai divieti di transito ai Tir interviene duramente anche Conftrasporto, che incalza il governo chiedendo di fare la voce grossa opponendosi a tutti i provvedimenti che l'Ue proporrà, su qualasiasi tema. “Finché la questione non sarà risolta - dichiara il vicepresidente Paolo Uggè - l’Italia faccia muro in Europa su qualsiasi iniziativa. Possibile che al Brennero si continui ad andare di male in peggio? Abbiamo posto la questione a ben tre ministri, da Delrio a De Micheli, passando per Toninelli. Niente da fare: non sono servite lettere, carte bollate, viaggi a Bruxelles, strette di mano per accordi mai rispettati. La misura è colma: diciamo basta all’Austria - continua Uggè - perché il nostro sistema economico, a cominciare da quello produttivo, non può più sopportare l’atteggiamento tiranno di un Paese che, con il pretesto dell’ambiente, danneggia sistematicamente la nostra economia esentando invece dai divieti i suoi Tir, come se i mezzi pesanti austriaci spargessero nell’aria essenze floreali". E rincara la dose: "Secondo i dati di Uniontrasporti-Unioncamere, il 70% dei flussi import/export Italia-Europa passa per le Alpi, e il Brennero, da solo, assorbe un quarto dei transiti, per 2,4 milioni di Tir all’anno. L’interscambio commerciale Italia-Paesi del corridoio scandinavo-mediterraneo, di cui l’asse del Brennero è un segmento fondamentale, supera i 200 miliardi di euro l’anno”. Conftrasporto calcola che, per ogni ora di ritardo nell’attraversamento del Brennero, l’economia italiana paga più di 370 milioni di euro all’anno.

Redazione online







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