UNIONTRASPORTI

Indagine su trasporti,
logistica e infrastrutture

Pubblicata il 09/08/2021
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Per comprendere le esigenze infrastrutturali delle aziende che fanno parte del comparto logistica e trasportiUnioncamere ha realizzato un'approfondita indagine nazionale. Obiettivo del lavoro statistico orientare al meglio le politiche di intervento e investimento nel nostro Paese. Con il supporto dell'istituto Format Research, la società consortile inhouse di Unioncamere e delle Camere di commercio tra maggio e giugno di quest'anno ha raccolto complessivamente 6.404 interviste, di cui 1.648 nel settore della mobilità delle merci.

Autostrade e aeroporti. In base all'indagine, oltre il 36% delle imprese ritiene ottima o buona l’accessibilità della rete autostradale nella propria provincia. Seppure con i dovuto distinguono geografici, che sottolineano, ancora una volta, il divario tra Nord e Sud: se nella provincia autonoma di Bolzano il 10% degli intervistati considera la rete viaria ottima, in Calabria ben il 64,6% delle imprese intervistate la ritiene molto carente. In generale è soddisfacente anche il giudizio sugli aeroporti; per quasi il 29% del camione l'accesso agli scali è molto buono, mentre per il 39% è sufficiente.

Gli interventi più urgenti. In generale, gli interventi ritenuti più urgenti sono risultati i seguenti: migliorare l’accessibilità ai centri urbani (39%), completare in tempi rapidi gli interventi in corso (38,5%) e potenziare l’intermodalità ferro-gomma-mare (22,9%). In termini di export sul fatturato aziendale dall’indagine si evince che nel 2019 il 76,1% delle imprese ha effettuato solo trasporti nazionali. Per circa il 7%, invece, l’export prodotto con committenti esteri ha inciso per oltre il 50% sul fatturato totale. In Friuli Venezia Giulia è la regione questa voce ha inciso fino al 10% sul fatturato totale aziendale (18%), mentre all’estremo opposto in Molise il fatturato aziendale è derivato per il 96,9% da trasporti nazionali e solo un 1,4% da committenti esteri.

Competenze digitali. Per quanto riguarda il tema delle competenze in ambito digitale, solo il 26,7% delle imprese ritiene di avere gli strumenti e le capacità necessarie per cogliere le opportunità di questo settore: il 30,1% deve ancora dotarsi degli strumenti informatici adatti. In questo ambito, il Piemonte risulta la regione più innovativa (solo il 21,6% delle società ritiene di non essere al passo con i tempi), mentre la maglia nera va alla Basilicata (il 63,4% delle aziende è impreparato). Software gestionali, 4G/5G e fibra ottica sono gli strumenti digitali in cui le imprese pensano di investire nel prossimo triennio.

I vantaggi della rete. La semplificazione delle procedure burocratiche e amministrative, l’ammodernamento organizzativo e digitale e il completamento dell’infrastruttura di connettività della banda ultralarga sono invece gli interventi ritenuti prioritari per poter beneficiare della transizione digitale. I principali benefici invece vengono individuati nella velocizzazione dei rapporti con clienti e fornitori, la semplificazione documentale e normativa, la riduzione dei costi rappresentano. La digitalizzazione applicata al trasporto potrebbe, poi, secondo le aziende, migliorare l’interazione tra utente e infrastruttura e ottimizzare la gestione delle operazioni.

Sostenibilità e transizione energetica. Dall’indagine di Uniontrasporti-Format Research si evince che le imprese del comparto stanno andando nella direzione giusta in tema di sostenibilità e transizione ecologica: il 41,1% delle imprese intervistate ha acquistato mezzi a minor impatto ambientale, il 18,1% ha cercato di compiere azioni meno inquinanti, il 17% di migliorare la capacità di carico dei veicoli. Tra le regioni che hanno investito maggiormente iin questo ambito spicca il Molise con un’altissima percentuale di imprese che hanno acquistato nuovi mezzi più ecologici (66,6%). Tra le strategie che le società intendono adottare in futuro spiccano le seguenti: investire in mezzi a basso impatto, ricorrere a fornitori attenti alla sostenibilità e formare i dipendenti per migliorare la sensibilità sulle politiche green. Beneficiare degli sgravi fiscali, migliorare la propria immagine e il minor impatto sull’attività aziendale (non dovendo subire i divieti di circolazione per i veicoli più inquinanti) sono invece considerati i principali benefici che l’azienda potrebbe trarre dalla sostenibilità.

Semplificazione normativa e rapporti con PA.  In termini di interventi per semplificare l’applicazione delle norme, le imprese coinvolte ritengono necessari la facilitazione dell’accesso ai fondi e agli incentivi per l’acquisto di mezzi e attrezzature, la maggior chiarezza dell’attività amministrativa/normativa e la semplificazione delle procedure per le autorizzazioni. Quasi nove imprese su dieci sono a conoscenza del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e, di queste, l'85,8% lo ritiene molto o abbastanza vantaggioso per risanare i danni creati dalla pandemia. In particolare, l’Umbria risulta la regione più competente sul tema, con un’alta percentuale di realtà imprenditoriali (46,8%) che dichiara di conoscere i contenuti del Piano nel dettaglio.

Redazione online











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