Test

MERCEDES 5.0

Pubblicata il 29/10/2018
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Per l’ammiraglia pesante della Mercedes-Benz è tempo di cambiare. Sembra ieri che il nuovo Actros, dopo tre edizioni del modello precedente, veniva presentato. Invece, sono già passati sette anni ed è arrivato il momento del primo restyling, quello che potremmo chiamare MP5 se partisissimo dal capostipite del ’96, ma sarebbe più corretto definire MP2 della seconda generazione. Denominazione a parte, il tedesco della Stella sposta ancora più in alto l’asticella della tecnica applicata al camion, aumentandone la sicurezza e entrando seriamente nel territorio della guida autonoma.

 

Ma andiamo con ordine - A parte l’eclatante sparizione dei retrovisori, sostituiti dalle telecamere, l’estetica del nuovo Actros non è variata granché: giusto qualche affinamento aerodinamico e i fari anteriori che integrano i led delle luci diurne. C’era da aspettarselo, dato che non è trapelata alcuna immagine “rubata” dei prototipi: o sono stati bravissimi i tester a tenerlo nascosto, oppure… c’era poco da nascondere. Delle due, la seconda è evidentemente l’ipotesi giusta. Eppure la Mercedes precisa che le novità sono ben 60. E sappiamo che se qualcuno si picca di numerarle, bisogna andare a cercarle con la lente d’ingrandimento. Così ci si accorge che gli spolier laterali dietro alla cabina sono curvati verso l’esterno, per accompagnare i flussi d’aria verso il rimorchio, mentre il labbro accennato sotto al paraurti anteriore era apparso già insieme alla seconda generazione dei motori OM 470 (2016) e al ponte posteriore con lubrificazione variabile. A proposito, la riduzione finale più lunga è ora di 1:2,412 al posto dei 2,533 precedenti, davvero l’unica modifica meccanica del nuovo Actros; probabilmente è anche la maggiore responsabile di quel 5% di consumi in meno che dichiara la casa, al netto delle migliorie aerodinamiche. Inedite, invece, le luci posteriori a led che pare saranno disponibili solo in combinazione con quelle allo xeno davanti. Mentre le mostrine identificative del modello con gli ultimi due numeri (relativi alla potenza) in negativo, sono esclusive degli Actros col motore OM 473 da 15,6 litri, insieme a più sofisticati allestimenti specifici (sulla falsariga degli Scania V8 e dei Volvo FH16). Tuttavia qualcosa potrebbe ancora cambiare, dato che quelli da noi visti e guidati in anteprima sono stati assemblati fuori linea, in attesa che la produzione di serie (a Wörth) parta davvero, si dice entro la prossima primavera.

Uguale ma diverso - Chiaramente l’Actros cerca una nuova giovinezza, casomai ne avesse davvero bisogno, ma senza rinnegare se stesso. Eppure persino la chiave in dotazione è differente: ora si limita ad aprire/chiudere e fare il ceck delle luci; tutte le funzioni che forniva prima (temperature, livelli, dati di viaggio, ore di guida, ecc.) sono migrate su un’app da installare sul proprio telefonino. Una volta a bordo, l’Actros appare tutto diverso, al di là dei due monitor da 15” appesi ai montanti del parabrezza che restituiscono all’interno l’immagine che prima bisognava cercare negli specchi (ma questo aspetto lo approfondiamo a pag. 14). Tutta nuova la plancia che si basa su quella delle berline Classe E di casa Mercedes, dominata da due grandi schermi da 10 pollici ad alta definizione.

 

Un mondo virtuale - Il monitor davanti all’autista contiene l’immagine virtuale della strumentazione a cui siamo abituati, e non solo: volendo riconosce pure i segnali stradali. Chi non s’accontenta del pacchetto base Multimedia Cockpit può passare al più sofisticato Interactive, con schermo strumentazione maggiorato a 12,2” e configurabile secondo ciò che più interessa visualizzare durante la guida. Per scorrere i suoi menù c’è il tasto a sfioramento sulla razza sinistra del volante, mentre il comando gemello sulla destra lavora sull’altro monitor. Quest’ultimo, invariabilmente da 10”, è anche touch e include gli interruttori che prima stavano fisicamente sulla consolle, pur mantenendo al di sotto quelli utilizzo di più immediato (volume, temperatura ecc.). Sparisce pure il manettino del freno a mano, sostituito da un compatto comando elettrico, comunque modulabile. Sopra alla plancia la vaschetta per la ricarica induttiva dello smartphone Il sistema è basato sull’Apple Car Play, ma supporta anche Android Auto suppur con qualche funzionalità in meno. Modulabili l’intensità e la tonalità, dal blu all’ambrato, delle luci interne; idem, a parte il colore, per i flussi d’aria dalle varie bocchette, che si possono “mixare” a piacimento in direzione ed intensità. Sfogliando i menù, si trova pure l’Ecosupport che valuta lo stile di guida del conducente.

 

Connesso e autonomo - Il nuovo Actros è sempre connesso con il Truck Data Center, che sta alla base dei servizi MB Uptime e Fleetboard, per ottimizzarne la gestione nelle flotte. E chi cerca qualcosa di più personalizzato, può accedere al portale Mercedes e scaricare ciò che desidera, nel più puro spirito “App your Truck”. Passando al concreto, alla guida “vera” il nuovo Actros si riconosce per i tasti del cruise spostati da destra a sinistra del volante. Adesso il mantenimento di corsia è persino regolabile su tre posizioni: al centro a destra o sinistra dello spazio disponibile. Non solo, lo sterzo, assistito elettroidraulicamente, è attivo e corregge autamaticamente la traiettoria per non oltrepassare le linee sulla carreggiata, a meno che non sia messa la freccia, indice di uno spostamento voluto. Allentare la presa sul volante è quindi possibile su strade non troppo tortuose, ma lasciarlo del tutto no: dopo 15 secondi scatta il primo allarme, dopo 60” il sistema si disattiva. Invece il cruise predittivo lavora in accordo coi limiti di velocità mappati e, se si avvicina una zona urbana, si predispone al rallentamento del caso. Non solo, con l’ABA 5, ultima frontiera dei sistemi di autofrenatura, l’Actros riconosce pure i pedoni in movimento fino al metro d’altezza (bambini) e blocca il camion in caso di attraversamenti improvvisi, mentre prima frenava solo al 50%. Poi ci sono i radar laterali che avvertono (ma non frenano) della presenza di ciclisti/pedoni sul lato destro. Con tutto ciò la Mercedes promuove il suo camion a un nuovo livello di guida autonoma, anche se all’autista spetta ancora l’ultima parola.

 







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