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F-MAX, PRESO!

Pubblicata il 04/09/2019
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Dopo aver assistito al debutto di Hannover lo scorso autunno, eravamo ansiosi di mettere le mani sul Ford F-Max, modello che segna il ritorno in Europa occidentale del marchio con l’ovale blu - benché progettato e costruito e dalla filiazione turca Otosan - nel segmento dei pesanti da lungo raggio. E curiosi lo eravate pure voi, visto l’interesse suscitato lungo i 400 km di percorso a cui lo abbiamo sottoposto e durante le soste nelle aree di servizio. L’occasione è arrivata perché Ford Trucks - dopo la prima fase di commercializzazione nell’Europa del’Est e l’avvio nei primi mercati occidentali, compresa l’Italia - ha pensato di farlo diventare il Pace Truck del campionato europeo Truck Race. A ogni gara fa da apripista per il giro di lancio dei camion da corsa: una bella visibilità. Così, mentre tornava dal GP di Misano, lo abbiamo "sequestrato" e obbligato a trascinare il nostro semirimorchio, il primo che vedeva la sua intonsa ralla. Una prova di fiducia da parte della Ford, quando la concorrenza ci nega i veicoli se non hanno fatto almeno decine di migliaia di km e con messe a punto maniacali.

Nessuna pietà. O è incoscienza, oppure il costruttore è molto sicuro delle qualità del camion. Ebbene, dopo aver spremuto l’F-Max, riservandogli la parte più dura del nostro classico percorso, possiamo dire che è vera la seconda. La sensazione di avere fra le mani qualcosa di solido e concreto appare chiara fin dal primo approccio. Aprendo la portiera, la guarnizione che sigilla il gradino dove lasciate le scarpe ne è l’esempio più lampante. Poi ci sono interni molto ampi, con solo 9 cm di tunnel e il letto superiore che si appiattisce sulla parete posteriore, il tutto rifinito con colori chiari che enfatizzano gli spazi. Non è solo sensazione: con oltre 2,1 metri d’altezza la cabina dell’F-Max è grande davvero. E dovete farvela piacere per forza, perché non ce ne sono altre (almeno per ora): non è affatto difficile, credete.

Comodo ed ergonomico. Seduti al volante, la consistenza dei materiali torna a parlare di qualità, oltre che di familiarità con gli altri veicoli Ford. Giusto un appunto va alla strumentazione, il cui vetro è afflitto da qualche riflesso di troppo, e ai montanti del parabrezza: non sono propriamente sottili, soprattutto quello di destra che, in concomitanza con gli specchi monolitici, crea un certo angolo buio. Però la lista dei difetti della cabina si esaurisce qui. Gli assemblaggi sono al di sopra di ogni sospetto: non un scricchiolio in tutti i 400 chilometri di convivenza e su qualunque fondo, nonostante l’abbondanza di sportelli e parti mobili nei rivestimenti. Aggiungete un motore estremamente silenzioso sospensioni dal buon grado d’assorbimento (almeno finché le buche non si fanno davvero profonde) ed ecco che il quadro del confort sull’F-Max assume tinte brillanti. I comandi s’imparano in fretta, perciò non resta che innestare la marcia e partire. Abituato a sgroppare in pista e senza alcun fardello da trainare, ma soprattutto con appena 1750 km al tachimetro, il nostro F-Max pare un po’ impacciato all’inizio; eppure guadagnata l’autostrada comincia a distendersi e a salire con l’andatura. Il rapporto 1:2,47 sembra un giusto compromesso fra brillantezza ed efficienza, tant’è che a 85 km/h il motore trotta sotto i 1100 giri/min. La coppia c’è e si percepisce quando, sulla Cisa, il sei cilindri cambia tono e affronta la salita senza cedimenti, ricorrendo alle marce inferiori solo in caso di effettivo bisogno. Il risultato è una media di tutto rispetto e anche i consumi indicati dalla strumentazione di bordo sono allineati alla concorrenza. Considerato lo scarso rodaggio e tutte le altre condizioni già citate, stare sui 3,3 km/litro - senza l’apporto delle due tappe pianeggianti del percorso completo che avrebbero di certo allungato le percorrenze - è un gran risultato. Quanto al fabbisogno di AdBlue, la casa dichiara un 3% medio, che sembra plausibile.

Sana e robusta costituzione. Tutti indici di un motore che, per quanto da noi sia inedito, in Turchia producono in grandissimi numeri ormai dal 2003 e in varie cilindrate: la famiglia degli Ecotorq, infatti, si declina tutta su 6 cilindri da 7, 9 e 13 litri. Quasi come i Cursor degli Iveco, cui peraltro pare ispirato quello dell’F-Max quanto a scelte motoristico-costruttive: dalla distribuzione monoalbero in testa al turbo VGT, con il lato caldo sulla sinistra e l’aspirazione a destra. E d’altra parte proprio un Cursor equipaggiò il Cargo da lungo raggio qualche anno fa.  Il nostro 500, poi, a differenza degli altri propulsori Ford Otosan, ha un intercooler frontale aria/aria invece che aria/acqua sulla testata, mentre per la pulizia degli scarichi si affida sia all’SCR sia all’EGR raffreddato (con il cooler sotto la turbina). Quanto al cambio, lo ZF Traxon si fa apprezzare per rapidità d’innesto e precisione, un po’ meno nel dialogo con il motore a gestire il cruise predittivo, tant’è che l’abbiamo visto veleggiare in folle solo staccando il controllo di velocità: una scelta singolare. Qualche scalata di troppo arriva anche quando il radar davanti percepisce un rallentamento del veicolo che precede: l’F-Max punta alla sicurezza, d’accordo, ma finisce per saltellare da una marcia all’altra. In compenso è puntuale e delicato l’intervento dell’ESP, la cui spia fa capolino nel cruscotto giusto a ricordarvi che state esagerando, ma senza infliggere strattoni e lasciandovi liberi di affrontare la curva successiva. A proposito di elettronica, non mancano dispositivi come la frenata automatica d’emergenza o il guardalinee. Nel complesso l’assetto è stabile, nonostante la cabina finisca per sfiorare i 4 metri d’altezza. Questo aiuta a mantenere bene le traiettorie e lo sterzo fa la sua parte; non è leggerissimo in manovra, però la sua consistenza torna utile nell’impostazione a colpo sicuro della direzione giusta. Merito anche del telaio “sano” (7 mm di spessore) e ben piantato; una solidità che si paga sulla bilancia, dove l’F-Max denuncia una tara sopra gli 8000 chili: plausibili per un ammiraglia, un po’ troppi per un camion polivalente.

Danilo Senna

Prova ripresa dal fascicolo di luglio-agosto n.429 di tuttoTrasporti

Ford F-Max (2019)








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