TEST 1000 PUNTI

Sfida a tre: MAN TGX vs Mercedes Actros vs Scania 540 S

Pubblicata il 14/04/2021
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Ricordate l'ultima "abbuffata" di camion a confronto? Correva l'anno 2019 ed erano addirittura sei, ma la sfida era più statica che dinamica: al di là delle impressioni di guida, la partita si giocava con il centimetro e la lista delle dotazioni in cabina. Stavolta sono scesi in campo anche il cronometro e la pompa di rifornimento, perché abbiamo misurato pure le prestazioni e, naturalmente, i consumi. Solo tre i concorrenti MAN, Mercedes-Benz e Scania. Però, considerati i tempi (e le restrizioni) in cui ci ritroviamo a vivere, rappresentano un successo. Lo sforzo organizzativo per l'edizione 2021 del Test 1000 Punti - condiviso coi colleghi tedeschi di Lastauto Ominbus e altre importanti riviste europee del settore - è stato imponente, considerate le difficoltà negli spostamenti da un Paese all'altro di uomini e mezzi. Ultimi nati delle rispettive famiglie, TGX (qui la nostra prova su strada), Actros (il nostro test) e Serie S (la prova della 650 S) rappresentano le punte di diamante per il lungo raggio. Eppure sono figli di progetti diversi, che attingono al proprio passato in maniera più o meno marcata. Ve li spieghiamo, uno per uno, nelle prossime pagine, prima di passare al confronto diretto.

MAN, il più recente. Fra i camion la New Generation MAN è senza dubbio la più recente, apparsa giusto un anno fa, proprio mentre il Covid-19 cominciava ad esplodere in tutta Europa, a partire proprio dall'Italia. Con un'operazione simile a quella che in Iveco ha segnato il passaggio dallo Stralis all'S-Way, i tedeschi di Monaco hanno mantenuto invariate le misure dello scheletro cabina, rinforzandone i montanti (per rientrare nelle più restrittive norme di sicurezza) e cambiando tutta la pannellatura esterna della carrozzeria. Il risultato è meno prorompente di quanto non accada  per l'italiano: l'S-Way appare molto diverso dal suo predecessore, mentre la continuità stilistica nei TGX è assai più marcata (ma il tedesco partiva da una base più recente). Alla MAN, in compenso, si sono dedicati di più agli interni e alle dotazioni di sicurezza. Così ecco che il pesante del Leone porta in dote una plancia completamente inedita e tutta digitale, anche se gli strumenti davanti al conducente (almeno nella configurazione più frequentemente utilizzata) sono disposti allo stesso modo del cugino Scania (che ha però tachimetro e contagiri ancora analogici). Singolare la manopola sulla console per navigare fra i vari menù. Che, tuttavia, evolve e migliora l'idea dei DAF, i più conservatori fra camion oggi in circolazione. Come dire che ormai è stato inventato tutto e vince chi riesce ad amalgamare meglio gli ingredienti. Dal canto suo il TGX conferma la base telaistica precedente, con le eccellenti sospensioni dotate di ammortizzatori a smorzamento variabile. Idem per la catena cinematica, con il 6 cilindri che dai suoi "misurati" 12,4 litri (è il più piccolo della categoria) riesce comunque ad esprimere potenza e coppia per giocarsela alla pari con gli altri.

Scania, il più trasformato. La definizione ancora Generation, ma stavolta Next, aveva caratterizzato il varo dell'ultima serie (la sesta dal 140) degli Scania lungo raggio. A livello di cabina proprio nulla aveva da spartire con le precedenti. A cominciare dall'inedito modello top, questo S a pavimento piatto che lo accomuna al Mercedes Actros e al Renautl T. Correva tuttavia l'anno 2016... e dopo un lustro, nella vita di un camion, è quasi tempo di restyling; anche se nel frattempo capita di tutto, compresa una nuova coscienza ecologica che impone un'accelerata alla transizione verso la mobilità elettrica. Non è un caso che sotto al 540 S si trovi a pulsare un 6 cilindri che affonda le sue radici addirittura nei serie 4 di quasi trent'anni fa. Questo non gli impedisce di essere il più potente fra i contendenti di questa sfida. In compenso lo svedese porta qui al debutto la nuovissima trasmissione G33CM con ultima marcia in overdrive. Tornando alla cabina, i cinque anni di anzianità ne fanno la più "vissuta" del gruppo. E in qualche dettaglio comincia a notarsi: resta al passo coi tempi, però con aggiunte non sempre ben integrate al progetto originale. Il monitor in plancia, per esempio, ha funzioni meno evolute dei tedeschi. Oppure, da fuori, il pistone elettrico che regola lo spoiler (per carità, molto utile e funzionale) sul tetto sembra applicato da un tuner. Dettagli, s'intende, che poco inficiano una macchina assolutamente valida. Peraltro, l'inclusione dei radar laterali nei parafanghi è invece perfetta e li rende quasi impercettibili (per quanto esposti al rischio di danneggiamento nel caso di esplosione della gomma). Insomma, luci e ombre, che però si dimenticano stando seduti, al solito magnificamente, al posto guida. Che è, poi, l'essenza Scania.

Mercedes, il più audace. Parlavamo di restyling a proposito dello Scania. Ecco, il Mercedes Actros, quello tutto nuovo apparso nel 2011, lo ha ricevuto giusto due anni e mezzo fa, per arrivare all'attuale generazione. Più che nello stile, però, l'alfiere della Stella è stato rinnovato nei contenuti. I tecnici lo hanno fatto alzando ulteriormente l'asticella della tecnologia applicata al camion, compito che alla casa di Stoccarda ormai svolgono puntigliosamente da che è stato lanciato il primo Actros, nel lontano 1996. Contandoli da quella edizione, seguita dai due refresh siglati MP2 ed MP3, questo è il quinto Actros sul mercato e si distingue a colpo d'occhio dai suoi predecessori per la mancanza dei retrovisori, sostituiti dalle Mirrocam. Sono le telecamere che si stagliano sui sottili bracci nella parte superiore delle portiere e rimandano ai monitor verticali sui montanti le immagini di ciò che sta ai lati del camion.  Questo dettaglio non da poco (che peraltro modifica più di qualunque ritocco estetico l'immagine del camion) fa il paio con la plancia: anche qui tutta digitale, come sul MAN, ma con accesso tramite touchscreen. La Mercedes così si spinge molto oltre la classica impostazione del veicolo industriale (e commerciale, da che succede pure sugli Sprinter), importando direttamente la componentistica delle sue auto. Ciò consente economie di scala, ma d'altro canto espone a criticità dovute all'utilizzo in ambienti meno sofisticati e con utenti, diciamo, più... aggressivi. Al di là dell'hardware, il cervello dell'Actros è estremamente evoluto e può condurlo quasi per conto suo, facendogli guadagnare il primato di unico camion (per ora) a guida autonoma di livello 2. Invece la cinematica, tolto un upgrade di qualche anno fa, è ancora quella sviluppata nella prima decade del nuovo millennio.

Danilo Senna

Estratto della prova pubblicata su tuttoTrasporti di febbraio 2021, n. 446.

MAN TGX (2020)


Mercedes-Benz Actros (2019)


Scania 650 S (2020)












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