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FORMAZIONE E RICONVERSIONE: LE LINEE GUIDA DI UNRAE PER IL FUTURO DEI TRASPORTI



Il 14 dicembre 2021 UNRAE, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, ha presentato una dichiarazione in 16 punti per tratteggiare il futuro del trasporto su gomma in Italia. Una ferma richiesta alle Istituzioni, che mette al centro modernizzazione, sostenibilità e capitale umano.


LA GRANDE OPPORTUNITÀ FORNITA DALLA TRANSIZIONE ECOLOGICA


Un parco del circolante che necessita con urgenza di aggiornamento e un settore che vale il 20% del PIL italiano: questo è lo stato del comparto trasporti su gomma in Italia. Un settore nevralgico al bivio di una stagione di grande rinnovamento, determinato in parte dagli stringenti vincoli ecologici imposti e in parte da una specificità italiana: nel paese circolano 450.000 veicoli ante Euro V, il 92% dei quali è in servizio da più di 15 anni. La decarbonizzazione del settore passa quindi per l’ammodernamento del circolante: se il processo venisse compiuto appieno nell’arco di 10 anni, consentirebbe un abbattimento delle emissioni di CO2 per 87 miliardi di kg, con un risparmio di combustibili del 10%.


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UNA PIATTAFORMA DI RICHIESTE ALLE ISTITUZIONI


Durante la tradizionale Conferenza Stampa di fine anno, svoltasi a Roma il 14 dicembre 2021, Paolo A. Starace – Presidente della Sezione Veicoli Industriali – ha presentato un’ambiziosa piattaforma di 16 richieste che UNRAE indirizza alle istituzioni. Lo scopo della dichiarazione ha un duplice intento: da un lato, accelerare la modernizzazione del trasporto su gomma tramite il rinnovo del circolante, anche attraverso la transizione verso alimentazioni ecologiche. Dall’altro, UNRAE pone l’accento sul capitale umano, ricordano la centralità della formazione di professionisti altamente qualificati nel settore.


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SOSTENIBILITÀ E FORMAZIONE AL PRIMO POSTO NELLE PROPOSTE DELL'UNRAE


Per quanto riguarda i temi relativi ad ambiente e sicurezza, UNRAE richiede la definizione di una timeline chiara per il blocco dei veicoli più inquinanti e meno sicuri. Altra istanza emersa è quella di una rimodulazione del bollo e dei rimborsi dei pedaggi autostradali e delle accise, da definirsi sulla base del principio “chi inquina paga”. Per il raggiungimento degli obiettivi ambientali è necessario anche lo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici da trasporto merci, parallelamente a infrastrutture dedicate a biocarburanti e idrogeno. 



Altro nodo cruciale toccato dall'UNRAE è la carenza di professionisti capaci di creare valore aggiunto nel settore: per far fronte alla carenza di autisti, l'UNRAE chiede di rilanciare il Progetto Giovani Conducenti in collaborazione con l’Albo dell’Autotrasporto e di sviluppare piani formativi ad hoc all’interno dell’offerta didattica delle scuole secondarie superiori unitamente all'irrobustimento dell'alternanza scuola-lavoro. La formazione continua è inoltre una condizione irrinunciabile per gli autisti già in servizio: UNRAE richiede che questa venga sostenuta con fermezza dalle istituzioni. Infine, le aziende vanno sostenute con provvedimenti che rimodulino e riducano il prelievo fiscale in chiave green e rendano gli strumenti di incentivo più efficaci e coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione.