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Autotrasporto IL MIT PUBBLICA I COSTI DI RIFERIMENTO

Pubblicato il 03/12/2020 in Attualità
IL MIT PUBBLICA I COSTI DI RIFERIMENTO
IL MIT PUBBLICA I COSTI DI RIFERIMENTO

A lungo atteso dalla categoria, il provvedimento giunge dopo un lungo contenzioso con Tar, Cassazione e Corte Europea. 

Il ministero dei Trasporti ha finalmente pubblicato il decreto con i costi indicativi di riferimento dell’attività di autotrasporto merci, a lungo invocato dalle associazioni di categoria. Il provvedimento giunge al termine di un lungo iter giudiziario che ha coinvolto Tar, Corte di Cassazione, Corte di Giustizia Europea e Antitrust. Viene ripreso il vecchio sistema a forcelle, anche se il Mit precisa che con il nuovo criterio si evita di individuare valori dettagliati per ogni singola voce di costo medio, provvedendo invece ad aggregare le voci di costo omogenee.

Quattro classi. "L’impostazione metodologica utilizzata distingue quattro classi di veicoli con riferimento alla massa complessiva massima di ciascun veicolo (fino a 3,5 tonnellate, oltre 3,5 e fino a 12 tonnellate, oltre 12 e fino a 26 tonnellate, oltre 26 tonnellate)", spiega il Mit, "e individua quattro voci di costo da associare alle forcelle di valori minimo-massimo, distribuite su tre sezioni. Inoltre, per quanto riguarda i veicoli di massa complessiva fino a 3,5 tonnellate, utilizzati per lo più nel trasporto di ultimo miglio in ambito urbano e con percorrenza inferiore ai 100 km, pur essendo stati valorizzati i costi di riferimento, la remunerazione del servizio potrebbe essere riferita, vista la peculiarità dello stesso, al fattore tempo impiegato".
Il decreto ribadisce anche la natura non cogente dei valori dei costi di esercizio e fa comunque riserva, dove necessario, di procedere con eventuali aggiornamenti dei valori dei costi.

Due tabelle. Con il decreto sono state pubblicate due tabelle che contengono i valori orientativi dei costi di esercizio espressi rispettivamente in termini assoluti e con un costo chilometrico calcolato sulla base di una percorrenza media di 100 mila km all'anno. Le tabelle sono suddivise in tre sezioni: la prima riguarda il veicolo e comprende anche rimorchi e semirimorchi, mentre i valori includono acquisto, manutenzione, revisione, pneumatici, bollo, assicurazione e ammortamento; la seconda sezione riguarda i costi del lavoro (stipendio, trasferte e straordinari) e per il carburante; infine, la terza riguarda i pedaggi. Un aspetto rilevante è la natura non cogente, ossia non vincolante, dei valori dei costi di esercizio; il decreto fa comunque riserva, dove necessario, di procedere con eventuali aggiornamenti.

Redazione online

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