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Governo-Unatras ASSOTIR ATTACCA: "TUTTO COME PREVISTO"

Pubblicato il 12/07/2012 in Industria

"Tutto come previsto: fermo dell'autotrasporto sospeso ed ennesimo protocollo d'intesa". È tra l'iro

"Tutto come previsto: fermo dell'autotrasporto sospeso ed ennesimo protocollo d'intesa". È tra l'ironico e l'indignato il tono con il quale Assotir commenta, mediante un comunicato, l'accordo di ieri sera tra Governo e Unatras che ha scongiurato il fermo.

"Tra Unatras e Governo torna la pace, dopo un mese di 'ammuina'. E intanto i trasportatori dovranno attendere, se tutto va bene, la prossima primavera per sapere se e come sarà cambiata la deregulation che sta uccidendo, insieme alla crisi, il tessuto delle piccole e medie imprese del settore".

"L'accordo è stato firmato ieri, alla presenza del Ministro Matteoli, stavolta senza neppure la necessità di scomodare Palazzo Chigi: l'ennesimo Protocollo d'intesa tra il sottosegretario Giachino e i dirigenti dell'Unatras e di qualche altra organizzazione che all'Unatras si era improvvidamente accodata".

"Il Protocollo riconferma, in buona sostanza, gli impegni economici assunti dal Governo nei confronti della categoria in occasione degli accordi del 25 giugno 2008 e di quelli del 18 giugno scorso, anche se si è costretti ad ammettere che per coprire 40 milioni di euro si dovrà sperare soltanto in un 'recupero sui residui delle somme destinate al bonus delle Autostrade del mare'. Beninteso, molte di questi impegni scontano già oggi un ritardo che li ha assai depotenziati nello scopo per cui essi erano stati richiesti, ovvero per consentire alle imprese di affrontare efficacemente la crisi. Si pensi che ancor oggi il Fondo per le garanzie sul credito sia inagibile, mentre quelli per le aggregazioni e per la formazione sono alla base di due provvedimenti che, come abbiamo scritto, restano assai lontani dalle esigenze delle piccole e medie imprese del settore. E neppure le poche risorse destinate ai rimborsi dei pedaggi autostradali 2007 (!) sono ancora state rese disponibili per le imprese".

"Ovviamente - continua il comunicato - si ripropone l'elenco delle risorse che saranno destinate al settore anche nel corso del 2010, ma se si va a scavare, anche per questi impegni il Governo, che non potrà ricorrere alla fiducia a scatola chiusa, dovrà attendere le decisioni del Parlamento".

"Più interessante, invece, la decisione di convocare un 'tavolo di valutazione sugli effetti prodotti dall'art.83 bis' cui coinvolgere committenza e autotrasporto. Al tavolo, che nelle intenzioni dei sottoscrittori del Protocollo d'intesa dovrà terminare i propri lavori entro il 31 marzo 2010, dovranno essere affrontate numerose questioni. Alcune decisive, altre uscite fuori dal cappello e rispetto alle quali sfidiamo qualche trasportatore a farci comprendere di cosa si tratti, come nel caso del 'reverse charge'. Ad ogni buon conto, valgono, per questa parte del Protocollo d'intesa, le considerazioni da noi già fatte nei giorni scorsi".

"Ci limitiamo infine ad osservare che i firmatari, sebbene rappresentino solo una parte (e sarebbe interessante conoscere davvero quanta parte) del mondo dell'autotrasporto, hanno trovato il tempo per inserire nel Protocollo d'intesa ben due paletti, nel tentativo di impedire a chi non la pensi come loro di poter esprimere le proprie opinioni: da un lato pretendendo che al tavolo del confronto con la committenza si siedano solo le associazioni presenti nella Consulta; dall'altro sottolineando come il rinnovo delle rappresentanze (posto che le attuali associazioni sono componenti di tale organismo unicamente sulla base di dati che risalgono alla fine degli anni '90 dello scorso secolo) deve avvenire con meccanismi che impediscano a qualunque nuova associazione di interferire. Soprattutto ad una come Transfrigoroute Italia Assotir, abituata da anni a sopravvivere parlando fuori del coro una lingua che è tuttavia molto comprensibile per un numero sempre maggiore di autotrasportatori".

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