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Tra Lecco e Colico SS 36, NUOVI DISAGI IN VISTA

Pubblicato il 12/07/2012 in Industria

Inizia un periodo difficile per la viabilità tra le province di Como e Lecco e la Valtellina. Dopo l

Inizia un periodo difficile per la viabilità tra le province di Como e Lecco e la Valtellina. Dopo la frana di Varenna (Lc), che ha dimezzato per un breve tratto le corsie disponibili sulla Ss 36, ora tocca ai lavori di adeguamento della galleria Monte Piazzo, poco più a nord sulla stessa superstrada.

L'Anas ha annunciato che l'esecuzione dei lavori imporrà la chiusura alternata delle due canne della galleria e, conseguentemente, la circolazione avverrà a doppio senso all'interno della canna non interessata dalle attività di cantiere. Al fine di contenere i disagi all'utenza, già negli atti di gara, è stata studiata una particolare regolamentazione della circolazione per la domenica pomeriggio, in direzione Milano, momento critico per gli spostamenti del traffico turistico dalla Valtellina. Infatti, per tutta la durata dei lavori, a partire dalle 14 e fino alle ore 24 di ogni domenica, la circolazione lungo la Strada statale 36 in direzione Lecco (sud) sarà mantenuta su due corsie, come durante i normali periodi di esercizio, mentre il traffico con direzione Colico (nord) verrà deviato su percorsi alternativi di viabilità locale.

Il tempo per l'esecuzione dei lavori relativi alla galleria Monte Piazzo ammonta a 720 giorni, decorrenti dalla data del verbale di consegna. Conclusi i lavori l'Anas ha annunciato che partirà la realizzazione del Peduncolo di Dervio, opera che non potrà essere eseguita prima dei lavori della Monte Piazzo. A riguardo è stato evidenziato che, secondo quanto previsto dalla convenzione regolante i rapporti tra i vari enti, l'Anas ha avviato i lavori relativi alla galleria Monte Piazzo e che, di concerto con gli enti locali, è stata evidenziata la non stretta necessarietà del Peduncolo ai fini della gestione del cantiere.

Per quanto riguarda il potenziamento dello svincolo di Piona, l'Anas fa presente che tale lavoro non è previsto in alcun piano di investimento della società e che la sua eventuale realizzazione dipende dal reperimento delle necessarie risorse finanziarie.

Per quanto riguarda la frana di Varenna, Anas ed enti locali hanno concordato di valutarne gli effetti negativi sul traffico ed, eventualmente, di adottare differenti misure di viabilità a partire dal prossimo weekend.

Ma non è finita. Un altro colpo alla viabilità dell'area è stato inferto dalla frana sulla Ss 340 Regina a Valsolda (Como). Questa mattina il traffico lungo la Statale è stato ripristinato tramite un senso unico alternato. L'Anas comunica che è stata effettuata ? da parte di esperti rocciatori ? un'ispezione della pendice rocciosa. Successivamente all'ispezione, grazie anche all'ausilio dei tecnici e del sorvegliante dell'Anas e dell'impresa di manutenzione immediatamente intervenuti sul posto, sono state stabilite le modalità d'intervento finalizzate al ripristino della viabilità, articolate in due fasi. Nella prima, nelle giornate di oggi e di domani, saranno eseguite le operazioni di disgaggio dei massi instabili e saranno installate alcune opere provvisonali di protezione. Ultimate tali attività verrà istituito un servizio di guardiania h24, verrà illuminata la parete rocciosa mediante riflettori ed il traffico verrà ripristinato mediante un senso unico alternato a partire dalle 6 di lunedì 8 febbraio, anche per permettere il transito dei frontalieri.

Nella seconda fase, a partire da lunedì 8 febbraio saranno avviati i lavori di ripristino ed integrazione delle barriere paramassi danneggiate dalla frana. Il mantenimento del senso unico alternato sarà valutato in funzione dell'avanzamento dei lavori. In base ai primi rilievi, è emerso che la causa della frana è, con tutta probabilità, da addebitarsi al maltempo, caratterizzato da abbondanti piogge e neve, e al successivo repentino rialzo della temperatuta. Il materiale franato ha seriamente danneggiato le opere di protezione da caduta massi della strada statale, posizionate sulla parete rocciosa in corrispondenza dell'imbocco della galleria Sasso Rosso.

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