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Unatras FERMO DEI TIR DAL 23 GENNAIO, FITA SI DISSOCIA

Pubblicato il 12/07/2012 in Industria
FERMO DEI TIR DAL 23 GENNAIO, FITA SI DISSOCIA
FERMO DEI TIR DAL 23 GENNAIO, FITA SI DISSOCIA

Per l'autotrasporto italiano si preannuncia un inizio d'anno all'insegna della protesta e delle pole

Per l'autotrasporto italiano si preannuncia un inizio d'anno all'insegna della protesta e delle polemiche che lasceranno sicuramente strascichi tra le varie sigle del settore.
Conftrasporto e Confartigianato trasporti hanno deciso di proclamare il fermo di settore dal 23 al 27 gennaio 2012, come hanoo comunicato in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, al ministro dei Trasporti e alla Commissione di garazia sugli scioperi.
Ecco il testo del comunicato stampa diffuso da Unatras nei giorni scorsi per motivare la decisione:


"Forte è la determinazione degli autotrasportatori nel richiedere un fermo immediato dell'autotrasporto. L'aumento insostenibile del costo del gasolio (settemila euro all'anno per veicolo), i costanti aumenti dei premi assicurativi, l'aumento delle giornate di divieto di circolazione, il rischio della cancellazione dei costi di sicurezza e la deregolamentazione delle norme per l'accesso alla professione di autotrasportatore compromettono la sicurezza sulle strade e riducono la competitività delle imprese. Elementi questi che conducono nella direzione opposta a quelle che l'Esecutivo dice di voler seguire.
L'Unatras ha pertanto deciso di proclamare il fermo dei servizi di autotrasporto, che sarà effettuato entro la fine del mese di gennaio nel rispetto del codice di autoregolamentazione."

A sorpresa però è arrivata la dissociazione della Fita (storica componente, con Fai e Confartigianato Trasporti, di Unatras) che, attraverso un duro comunicato ha preso le distanze. Ecco il documento:
"La CNA-Fita prende le distanze dalla proclamazione di fermo diramata questa mattina con una nota stampa da parte del coordinamento unitario Unatras. Questa decisione è stata presa arbitrariamente dai vertici del coordinamento senza preventiva discussione con la nostra associazione. Un comportamento grave e irresponsabile che non ha rispettato le regole statutarie del coordinamento e il vincolo dell'unitarietà che lo contraddistingue. L'esecutivo Unatras, svoltosi ieri, non è stato concordato con la CNA-Fita, che si era resa altresì disponibile ad una convocazione della presidenza dove poter discutere le determinazioni del caso. E' stato deciso di fare a meno di noi, procedendo a maggioranza e mettendo a grave rischio l'unità della rappresentanza della categoria. La nostra associazione, pur avendo preso parte come semplice osservatore all'esecutivo svoltosi ieri ed arbitrariamente convocato dal presidente Del Boca e dal Segretario Pasquale Russo, non aderisce alla proclamazione di fermo e si riserva ulteriori determinazioni in merito dopo aver convocato i suoi organismi nazionali e territoriali per discuterne la valenza e la portata. Parallelamente la CNA-Fita si è resa disponibile ad un dialogo con le confederazioni rappresentative della committenza per sondare e predisporre una piattaforma condivisa per superare l'impasse politico/sindacale che da anni costringe la nostra categoria ad assorbire senza alternative i continui rialzi dei costi del gasolio e dei pedaggi. Un tentativo estremo quanto necessario perché il particolare momento economico e politico che il nostro paese sta vivendo impone preventivamente il dialogo. Il fermo per la nostra associazione rimane la soluzione estrema se il dialogo non garantirà alle nostre imprese risultati concreti e in tempi brevi e certi. Per queste ragioni la CNA-Fita continuerà a ricercare un'alternativa nel prossimo mese e solo alla fine di questo iter deciderà cosa fare rimanendo convinta che l'attuale crisi economica e la recessione alle porte impongano un atteggiamento più responsabile e realistico".

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