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Trasporto rifiuti BEFFA: IL SISTRI NON FUNZIONA MA I TRASPORTATORI DEVONO PAGARE

Pubblicato il 15/01/2015 in Industria
BEFFA: IL SISTRI NON FUNZIONA MA I TRASPORTATORI DEVONO PAGARE
BEFFA: IL SISTRI NON FUNZIONA MA I TRASPORTATORI DEVONO PAGARE

Nuova puntata della telenovela che vede protagonista il sistema di tracciabilità dei rifiuti mai entrato in funzione, nonostante le centinaia di milioni di euro investite nel progetto.

Ennesima beffa dello scandalo Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti mai entrato in funzione, nonostante le centinaia di milioni di euro investite nel progetto. Gli autotrasportatori devono pagare il contributo d'iscrizione a un sistema che non funziona, come ha recentemente riconosciuto il Governo sospendendo fino alla fine del 2015 le sanzioni per chi viola le norme. Contro questa situazione assurda si sono pronunciate Anita E Fai-Conftrasporto. Ecco il comunicato stampa congiunto delle due associazioni di categoria:

"L’ultimo rinvio normativo in materia di SISTRI, realizza una incongruenza legislativa, l’ennesimo pasticcio all’italiana che penalizza fortemente i vettori specializzati nel trasporto di rifiuti pericolosi. Fino ad oggi le proroghe per l’applicazione del SISTRI sono state concesse in maniera unificata e sempre con la stessa motivazione: far scattare le sanzioni solo quando il sistema di tracciabilità fosse divenuto efficiente e funzionale. Nel decreto cosiddetto "Milleproroghe" invece, nel concedere il rinvio delle sanzioni per il mancato rispetto del SISTRI, sono state separate le sanzioni per la mancata applicazione delle procedure di utilizzo del SISTRI, prorogate al 1° gennaio 2016, dalle sanzioni per la mancata iscrizione o il mancato pagamento del contributo annuale al sistema di tracciabilità, rinviato di un solo mese, obbligando le imprese che operano nel settore del trasporto dei rifiuti pericolosi - categoria che in tale filiera è quella che ha sostenuto i maggiori oneri - a pagare, entro il 1° febbraio 2015, il contributo SISTRI per evitare pesanti sanzioni amministrative. Una decisione incoerente ed inaccettabile per Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA e Paolo Uggè, Presidente di FAI-Conftrasporto, i quali hanno scritto ai Ministri Galletti e Lupi chiedendo di intervenire nella fase di approvazione e conversione del decreto legge 192/2014 per riallineare la decorrenza di entrambe le sanzioni alla data del 1° gennaio 2016, data entro la quale il Sistema dovrebbe essere semplificato, reso funzionante e funzionale, ma anche efficiente e poco costoso per tutti gli operatori della filiera".

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