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Industria

Rimorchi VENDITE IN CALO NEI PRIMI OTTO MESI DEL 2019

Pubblicato il 24/09/2019 in Industria
VENDITE IN CALO NEI PRIMI OTTO MESI DEL 2019
VENDITE IN CALO NEI PRIMI OTTO MESI DEL 2019

Da gennaio a settembre sono state immatricolate 10.341 unità (-4,9%).

Le vendite dei rimorchi e dei semirimorchi fanno segnare una battuta d'arresto. Anzi, un principio di retromarcia. Nei primi otto mesi del 2019, infatti, secondo le rilevazioni del Centro studi e statistiche dell'Unrae (associazione che raggruppa i costruttori stranieri), realizzate sula base dei dati forniti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le immatricolazioni di questo tipo di veicoli industriali, con massa superiore alle 3,5 tonnellate si sono attestate a 10.341 unità, pari a un calo del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (erano 10.875). 

A rischio anche la sicurezza. Il problema principale è la difficoltà di rinnovare il parco, anche per la mancanza di strumenti strutturali di sostegno. Una situazione che accomuna un po' tutte le categorie di mezzi destinati al trasporto merci e che mette anche a rischio la sicurezza. “Sulle nostre strade - spiega Sandro Mantella, coordinatore del Gruppo rimorchi, semirimorchi e allestimenti dell'Unrae - circola una quantità ancora troppo elevata di rimorchi e semirimorchi sui quali non sono montati tutti i dispositivi di sicurezza resi oggi obbligatori. La mancanza di piani strutturali di rinnovo del parco non favorisce gli investimenti degli autotrasportatori che, non trovando adeguati sostegni economici o fiscali, continuano a utilizzare mezzi obsoleti o indirizzano gli acquisti verso l’usato, reperito magari sui mercati esteri". 

Politiche ambientali farraginose. “Anche gli strumenti di sostegno esistenti - continua Mantella - si rivelano inadeguati e farraginosi: nello specifico, ci riferiamo al Decreto investimenti per il 2019, che pur essendo stato firmato a luglio, ancora non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in attesa che siano definite nuove procedure di erogazione dei fondi. Pastoie burocratiche di questo genere non favoriscono il raggiungimento dei risultati previsti dalle politiche ambientali e di sicurezza che pure tutti affermano di voler promuovere”.

Redazione online

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