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Conftrasporto STOP AI TIR IN SLOVENIA E CROAZIA. "INTERVENGA L'UE"

Pubblicato il 16/03/2020 in Industria
STOP AI TIR IN SLOVENIA E CROAZIA. "INTERVENGA L'UE"
STOP AI TIR IN SLOVENIA E CROAZIA. "INTERVENGA L'UE"

La categoria sollecita un intervento urgente del governo e dell'Unione Europea per evitare il blocco delle merci.

Ormai è chiaro a tutti che tra i tanti angeli che stiamo riscoprendo in questo momento di emergenza per la pandemia di Coronavirus, ci sono anche i trasportatori, che rischiano la loro incolumità per garantire le forniture di generi di prima necessità. Eppure, questa categoria, è costretta a lavorare tra enormi difficoltà. "Oggi il problema è anche ai confini con la Slovenia e la Croazia. Che aggiungono i loro ‘blocchi’ a quelli attuati dall’Austria. Così le merci rischiano di non arrivare”, denuncia Conftrasporto-Confcommercio, che ha sollecitato un intervento urgente dell'Unione Europea e delle nostre autorità.

Provvedimenti unilaterali. “Le segnalazioni che ci arrivano dai nostri autotrasportatori sono allarmanti”, dichiara il vicepresidente di dell'associazione, Paolo Uggè . “Sottoponiamo alla Vostra attenzione l’attuale criticità e i gravissimi problemi che stanno investendo il settore dei trasporti stradali in seguito all’emergenza sanitaria legata al COVID-19 nel territorio dell’Unione e in particolare ai confini con Austria, Slovenia e Croazia". – si legge nella lettera inviata a sua firma all’Ue e al Governo italiano. "Se da un lato può essere condivisa la generalizzata sensibilità al fenomeno epidemiologico da parte delle Autorità di alcuni Stati membri, è inaccettabile che tali prassi incidano in modo disomogeneo e unilaterale sulla libera circolazione delle merci e sulla libera prestazione dei servizi, impedendo o, comunque, rendendo estremamente laboriosa la circolazione ai veicoli che trasportano beni provenienti dall’Italia”.

Libera circolazione. “A oggi le Autorità di controllo di alcuni Stati membri hanno posto in essere misure di interdizione o di controllo complesso al confine con l’Italia rendendo di fatto estremamente difficile se non addirittura impossibile il mantenimento dei servizi di trasporto che devono attraversare o raggiungere i loro territori nazionali. Tutto ciò è in palese contrasto con le libertà fondamentali della Unione e del testo basato sulla: (1) libera circolazione delle merci; (2) libera circolazione delle persone; (3) libera prestazione dei servizi; (4) libera circolazione dei capitali. Principi che, ad oggi, sono disciplinati dal Trattato sul funzionamento della Unione Europea (“TFUE”), la cui inosservanza costituisce una violazione del diritto unionale stabilito nello stesso trattato. Chiediamo quindi un vostro urgentissimo intervento di sensibilizzazione nei confronti degli Stati membri volto a scongiurare l’adozione di provvedimenti unilaterali che danneggiano le imprese, i cittadini e, in definitiva, la coesione europea”, conclude la lettera.

Redazione online

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