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MERCATO EUROPEO Lieve ripresa a febbraio per camion e furgoni

Pubblicato il 24/03/2021 in Industria
Lieve ripresa a febbraio per camion e furgoni
Lieve ripresa a febbraio per camion e furgoni

Il mese scorso immatricolati 156.444 mezzi (+1,2%), ma è ancora negativo il consuntivo del primo bimestre: -3,3%.

Il mercato europeo dei veicoli industriali e commerciali fa segnare lievi segnali di ripresa. Dopo un inizio d'anno ancora in sofferenza (-7,2%), a febbraio, secondo i dati diffusi dall'Acea, l'Associazione dei costruttori del Vecchio Continente, il settore dei camion e dei furgoni ha dimostrato una certa vivacità, chiudendo il bilancio mensile con una crescita dell'1,2% rispetto allo stesso periodo del 2020, pari a 156.444 immatricolazioni. Rimane negativo invece il consuntivo del primo bimestre, in flessione del 3,3%, con 297.651 unità consegnate in totale. Sempre nel cumulato, tra i quattro mercati chiave dell'Ue la Spagna ha registrato il calo più pesante (-22%), seguita dalla Germania (-9,6%), la Francia ha sostanzialmente chiuso in pareggio (-0,2%), mentre l'Italia è stata l'unica a incassare un risultato positivo (+1,9%).

Scarica il Pdf dell'Acea con le immatricolazioni di febbraio 2021 nell'Ue

I furgoni. Il mese scorso le vendite di veicoli commerciali leggeri (fino a 3,5 tonnellate) sono state leggermente superiori rispetto al 2019 (+0,9%, pari a 130.825 mezzi). In questo segmento l'Italia è stato l'unico grande mercato a conquistare un risultato positivo, oltretutto a doppia cifra (+11%), mentre tutti gli altri hanno chiuso in rosso, guidati dalla Spagna che ha subito il calo più netto (‐17,7%) e a seguire da Francia (‐5%) e Germania (-2,3%). Anche per i furgoni però, il consuntivo da inizio anno risulta negativo (-3,6%) sul gran parte dell'Ue, seppur con una situazione disomogenea i singoli Paesi: Spagna (‐24,%), Germania (‐10,4%) in forte rosso, mentre Italia (+1,4%) e Francia (+0,6%) in modesta ripresa.

Camion oltre le 3,5 tonnellate. La domanda di autocarri medi a febbraio è cresciuta in maniera sensibile (6,6%), trainata principalmente dalla solida performance dei mercati mitteleuropei (+33,1%), ma anche di tre dei principali mercati: Italia (+12,3%), Spagna (+6,4%) e Germania (+1,2%). Complessivamente le consegne sono rimaste pressoché stabili anche nel periodo gennaio-febbraio (-0,3%), mentre guardando alle singole piazze, la domanda si è contratta in Francia (-6,5%), Germania (‐5,4%) e Spagna (‐4,1%), mentre l'Italia viaggia in netta controtendenza, con un incremento delle vendite di autocarri del 9,9%.

Truck oltre le 16 tonnellate. Anche il mercato dei pesanti oltre le 16 tonnellate dimostra di godere di ottima salute. Il mese scorso nell'Ue sono stati immatricolati 19.630 nuovi truck, con un aumento dell'8,8% su base annua. L'Europa centrale ha fornito un forte impulso a questa crescita (36,%), con la Polonia, uno dei mercati leader in termini di volumi, che ha registrato un aumento del 51,3%. Fatta eccezione per la Francia (‐10,2%), anche gli altri principali Paesi dell'Europa occidentale hanno contribuito in misura significativa alla performance positiva: Italia (+ 15,8%), Spagna (+ 9,7%) e Germania (+ 4,2%). Un quando che non muta di molto neppure analizzando l'andamento del primo bimestre, chiuso con un +2%, grazie anche alla forte spinta dell'Italia (+ 11,7%), mentre Spagna (‐0,4%) e Germania (‐0,8%) sono rimaste pressoché stabili e la Francia ha invece evidenziato una sensibile flessione (-9%).

Autobus e pullman. Sempre secondo le elaborazioni dell'Acea, a febbraio le registrazioni di autobus e pullman sono risultate in rosso del 10%, rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, con cali a doppia cifra in tre dei quattro mercati chiave: Italia (‐38,8%), Spagna (‐22,8%) e Germania (‐20,3%), mentre la Francia ha registrato una flessione più modesta (-2,8%). Nel primo bimestre la situazione è ancora più problematica, con un crollo del mercato del 18,4%, pari a 4.584 mezzi immatricolati nell'intera Unione Europea e cali pesantissimi nei principali mercati, principalmente Spagna (‐46,5%), Germania (‐24,2%) e Italia (‐20,9%), seguita dalla Francia (-8,5%), l'unica a contenere le perdite.

Roberto Barone

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