Cerca

Seguici su

Industria

A Brescia l'autista si tratta coi guanti bianchi - VIDEO

Pubblicato il 31/03/2022 in Industria
A Brescia l'autista si tratta coi guanti bianchi  - VIDEO
A Brescia l'autista si tratta coi guanti bianchi - VIDEO

Le aziende di trasporto Carpella e Speedline hanno realizzato percorsi formativi che evidenziano l'importanza delle relazioni, maggiore rispetto, aree relax e meditazione antistress

Si chiama "Ethical approach transport" ed è una nuova filosofia che parte dalle aziende di trasporto e tenta di porre rimedio al problema globale della carenza di autisti. Secondo alcune ricerche una delle motivazioni alla base dello scarso appeal di questa professione è la pessima considerazione dei camionisti in gran parte dell'opinione pubblica, oltre agli stipendi considerati dai più inadeguati. Come ribaltare questo cliché negativo? Nel simpatio video qui sotto lo spiegano gli stessi protagonisti.



Formazione e meditazione. Secondo le bresciane Autotrasporti Carpella e Speedline Trasporti le aziende sono le prime a dover cambiare approccio mettendo al centro l'autotrasportatore, che dev'essere più visto come un generico autista, ma come un pilota con responsabilità e valore del tutto analoghi a quelli dei colleghi che operano sugli aerei. Tutto ciò si può realizzare attraverso adeguati percorsi formativi che mettono in risalto l'importanza delle relazioni umane e includono persino la meditazione. Questa nuova strategia è stata ufficializzata al Fusa Expo, rassegna dedicata a forniture e servizi per aziende e uffici, che si è svolta a Brescia dal 4 al 6 ottobre.

A Brescia l'autista si tratta coi guanti bianchi  - VIDEO

Attenzione e rispetto. "Per me era importante includere presenze femminili nel nostro personale addetto alle spedizioni", spiega Emanuela Carpella, proprietaria dell'omonima azienda insieme a tre fratelli e un socio di minoranza, "perché credo contribuisca a promuovere una nuova reputazione di questi operatori. Noi vogliamo che i nostri autisti si trovino nelle condizioni di lavoro ottimali che li portino a comportarsi con la massima cura e responsabilità. Investiamo nella loro formazione e nella nostra sede abbiamo dedicato un'ala all'accoglienza con ogni ristoro, in un ambiente rilassante e dove potersi riposare. Mettiamo a disposizione pure un corso di meditazione mindfulness specifico. Guidare mezzi pesanti per ore e ore è molto faticoso e queste persone dopo una giornata al volante hanno bisogno di essere accolte con attenzione e rispetto".

Ruolo fondamentale. Gli fa eco Giuseppe Lacorte, titolare della Speedline Trasporti di Castel Mella (BS): "Oggi l'autotrasportatore ha in mano mezzi altamente tecnologici e costosi che devono essere utilizzati in circostanze spesso difficili, pericolose e molto stressanti. Di fatto è sempre più un pilota. È quindi il momento di mettere al centro le persone che operano nel trasporto, non solo l'autista, ma pure chi dirige l’organizzazione giornaliera, investendo in formazione professionale e in immagine. Vorrei che gli autisti avessero una divisa che parli di loro, un pò come quella dei piloti di aereo, con il logo Ethical Approach Transport. E vorrei anche che noi venissimo considerati operatori di un lavoro importante, che viene svolto, spesso molto bene, tra mille ostacoli".

Avvicinare i giovani. "Il trasporto su gomma veicola ancora l'80% delle merci nel nostro Paese", conclude Carpella, "è un settore strategico che merita attenzione. Lo smart working ha ulteriormente evidenziato l'importanza della logistica sia dei mezzi piccoli che di quelli pesanti. Per avere alla guida autisti preparati e professionali bisogna rendere attrattivo questo lavoro che può essere molto interessante specie per i giovani: viaggiare lo è sempre. Un altro problema riguarda lo stipendio: il costo della manodopera in Italia è più basso che in altri Paesi. Servirebbero sgravi fiscali oltre alle infrastrutture per avere una rete logistica efficiente".

Collaborazione pubblico-privato. Basterà tutto questo a far tornare a molti, soprattutto ai giovani, la voglia di salire su un camion? Il nodo pare sempre lo stesso: ben vengano le iniziative di associazioni e singole imprese, che forniscono un'importante boccata di ossigeno e aiutano a rispolverare l'immagine del camionista "brutto, sporco e cattivo", ma senza una concreta collaborazione tra pubblico e privato, al momento pare difficile uscire dal gap di una professione che sembra sempre più diretta inesorabilmente verso il tramonto.

Roberto Barone

Nessun commento

Per inserire un commento devi essere registrato ed effettuare il login.