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Fermo dell'autotrasporto, Anita è contraria

Pubblicato il 17/03/2022 in Industria
Fermo dell'autotrasporto, Anita è contraria
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"Dobbiamo far valere il nostro peso con la forza della ragione e non con azioni di protesta che rischiano di mettere in difficoltà imprese e Paese"

L'annuncio dello sciopero nazionale indetto dall'Unatras per il prossimo lunedì 4 aprile dopo l'incontro col Mims, le cui proposte sono state giudicato insoddisfacenti, non trova la categoria compatta sulla linea della fermezza. L'Anita (Associazione di Confindustria che raggruppa le imprese di autotrasporto merci e logistica che operano in Italia e in Europa), infatti si è dichiarata fortemente contraria, giudicando invece il protocollo d'intesa proposto dal ministero dei Trasporti "sostanzialmente positivo, anche se", precisa il presidente Thomas Baumgartner, "occorrerà valutare attentamente come i vari punti saranno concretamente tradotti in termini normativi".

La forza della ragione. “Non crediamo che un fermo dei servizi", precisa Baumgartner, "risolva i problemi dell’autotrasporto. Il nostro peso lo dobbiamo far valere con la forza della ragione e non con azioni di protesta che rischiano di mettere le imprese e l’intero Paese in difficoltà ben più serie di quelle che stiamo vivendo e anche per rispetto alle risposte positive che arrivano da una parte della committenza”. Anita, pertanto, preferisce proseguire sulla strada del dialogo costruttivo con il governo e il Mims, ai quali è convinta sia ben chiaro il ruolo e l’importanza strategica del settore per l’economia e la collettività.

Fermo dell'autotrasporto, Anita è contraria

Priorità numero uno. Anche le aziende rappresentate sotto questa sigla ritengono tuttavia il caro carburante la priorità numero uno. "La vera emergenza da affrontare presto e bene è quella del caro gasolio", sottolinea l'Anita, "poiché al di là delle regole, certamente importanti, in queste ore le imprese hanno bisogno di risposte immediate per poter proseguire l’attività”.

Stop alle speculazioni. I prezzi dei carburanti nelle ultime settimane sembrano fuori controllo e forte appare il rischio di speculazioni, tanto che il ministro della Transizione Energetica, Roberto Cingolani ha parlato apertamente di "aumenti immotivati" e di "truffa colossale". “Il pieno fatto oggi costa circa 700 euro in più rispetto al dicembre scorso e questo è un dato di fatto", dichiara Baumgartner, "e il Governo deve innanzitutto verificare quanto questo aumento sia giustificato e intervenire prontamente laddove fossero accertate manovre speculative da parte delle compagnie petrolifere”.  

Ricaricare sulla committenza. L'Anita chiede poi un maggiore sforzo sul gasolio commerciale usato dalle imprese di autotrasporto, con interventi specifici aggiuntivi rispetto a quelli allo studio del governo. “Nei giorni scorsi abbiamo invitato le nostre imprese alla puntuale applicazione della clausola di adeguamento del costo del carburante, in vigore per legge dal 2008 e ancora oggi l’abbiamo ricordata agli imprenditori", ha precisato il presidente, "perché così come avviene in tutti i settori, l’incremento di costi che non dipendono dalla volontà o dall’efficienza dell’impresa, come nel caso del gasolio, siano recuperati dal mercato”.

Redazione online

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