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Coronavirus L'AUTOTRASPORTO CHIEDE LINEE GUIDA CHIARE

Pubblicato il 25/03/2020 in Logistica
L'AUTOTRASPORTO CHIEDE LINEE GUIDA CHIARE
L'AUTOTRASPORTO CHIEDE LINEE GUIDA CHIARE

L'emergenza e i conseguenti provvedimenti stanno generando grande confusione nel settore.

L'emergenza Coronavirus sta creando grande confusione nel comparto dell'autotrasporto. Il Decreto del Presidente del consiglio del 10 marzo ha decretato tutto il territorio italiano Zona protetta, invitando gli italiani a stare a casa per evitare la diffusione del Covid-19, pur garantendo il libero transito delle merci. Nonostante questo non mancano le difficoltà organizzative ed economiche per autisti e aziende. Si lamenta, in particolare, l'assenza di linee guida, annunciate da giorni dal ministro dei Trasporti, Paola De Micheli.

Mancano le mascherine. "Ci è stato segnalato", scrive in un comunicato la Faip, Federazione italiana autotrasportatori professionali, "che durante il carico e scarico della merce, presso le aziende, gli autisti vengono respinti per la mancanza dell’utilizzo di mascherine di protezione, ad oggi introvabili sul mercato; che nei porti l’ingresso alle strutture viene limitato a singolo autista; come se non bastasse non viene consentito l’uso dei servizi igienici né presso i committenti, né presso le aree di servizio e ristoro sui percorsi autostradali e stradali che, tra l’altro, come da disposizione di emergenza, chiudono alle ore 18".

Chiusura dell'Austria. Preoccupa anche il blocco delle frontiere al di là del Brennero. "A livello internazionale abbiamo da poco appreso la notizia che l’Austria, con un provvedimento restrittivo, solamente “notificato” alle Istituzioni Italiane, ha introdotto un blocco al transito dei viaggiatori che arrivano dall’Italia. La genericità delle indicazioni non permette, allo stato attuale, di comprendere se questo stop riguardi anche le merci, le imprese, il lavoro e tutto quanto connesso. Ma la decisione è in questi termini preoccupante".

Incontro urgente. Con queste motivazioni, la Fiap, in rappresentanza della categoria, sollecita un intervento urgente con il Governo e un incontro per l’individuazione delle soluzioni appropriate. L’urgenza riguarda anche la necessità di interventi a sostegno del comparto che a causa della situazione rischia gravi contraccolpi e favore di aziende irregolari.

Fermo del trasporto siciliano. Anche l’associazione dell'autotrasporto siciliano Aitras ritiene “scoordinati e confusionari” i provvedimenti adottati dal Governo contro l’epidemia di Covid-19 e minaccia lo stop della categoria. "È perfettamente inutile", scrive il presidente Salvatore Bella, "consentire alle merci di viaggiare se bar, ristoranti e aree di sosta devono chiudere alle 18.00 e non permettono agli autisti di rifocillarsi e consumare un pasto alla fine della giornata di lavoro, oltre a espletare i propri bisogni fisiologici e lavarsi bene le mani per mantenere alto il livello di igiene". Così facendo, sostiene la categoria, "le aree di sosta diventerebbero orinatoi a cielo aperto aprendo la strada ad altri problemi sanitari. E che dire delle mascherine di cui dovrebbero dotarsi obbligatoriamente per entrare nei centri di carico e scarico delle merci, ma che non si trovano del modello prescritto? Pertanto le aziende daderenti ad Aitras/Trasportounito da domani si fermeranno e non consegneranno più le merci, almeno finché il Governo non metterà la categoria nelle condizioni di lavorare". 

Aprire gli autogrill fino alle 22. Una netta protesta, soprattutto per la chiusura alle 18 degli autogrill giunge anche da Conftrasporto, che coglie l'occasione per ringraziare medici, infermieri e personale sanitario per l'enorme sforzo che sono costretti a sopportare nell'interesse comune. Ma sottolinea al tempo stesso come un plauso vada anche ai camionisti, senza il cui impegno gli italiani rimarrebbero privi di generi di prima necessità e medicinali, gli ospedali senza ossigeno, gli altiforni si spegnerebbero e le imprese che ancora producono non avrebbero possibilità di operare. "In cambio tuttavia a questi indefessi operatori", scrive il presidente Paolo Uggè, "si impedisce dopo le 18 di trovare gli autogrill aperti dove poter mangiare un piatto caldo o acquistare un panino, ma anche soddisfare personali esigenze igieniche o fisiologiche. E' chiedere troppo di tener aperto fino alle 22?", conclude l'associazione, rivolgendosi in una lettera direttamente al premier Giuseppe Conte.

Redazione online

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