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Sostenibilità

Brebemi, Iveco e Stellantis: la ricarica wireless è realtà

Pubblicato il 10/06/2022 in Sostenibilità
Brebemi, Iveco e Stellantis: la ricarica wireless è realtà
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La tecnologia è stata illustrata all'Arena del futuro, circuito sperimentale lungo l'A35. Si adatta ad auto, van, camion e bus

Il futuro è molto più vicino al presente di quanto si immagini. È questa una delle frasi che più riassume lo spirito dell'inaugurazione avvenuta quest'oggi a Chiari (BS), alla presenza del ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini e molte altre autorità. Quella che si è tenuta a battesimo è la tecnologia di ricarica a induzione per veicoli elettrici, non solo destinata alle auto passeggeri, ma anche a van, camion e bus.

Strategico per il Paese. Un sistema che è già in fase di sperimentazione in molti parti del mondo e che ora diventa una realtà anche nel nostro Paese assumendo una connotazione strategica in vista della transizione energetica del settore dei trasporti. Ancor più considerando la destinazione dei fondi del Pnrr verso obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale e la recente decisione dell'Europarlamento, nell'ambito del pacchetto Fit for 55, di vietare la vendita di veicoli (auto e van) con motore endotermico a partire dal 2035 e che vede la preoccupazione del mondo automotive soprattutto per i dubbi sulla possibilità di sviluppare per tale scadenza un'adeguata rete infrastrutturale di ricarica.

Brebemi, Iveco e Stellantis: la ricarica wireless è realtà

Sinergia pubblico-privato. Una dimostrazione pratica della tecnologia Dynamic wireless power transfer è stata effettuata nell'Arena del Futuro, un circuito sperimentale che sorge lungo l’autostrada A35 Brebemi, ottimo esempio di innovazione collaborativa. Un Iveco Bus E-Way e una Fiat 500 elettrica hanno percorso diversi giri del tracciato mentre su un monitor compariva la quantità di energia accumulata dal mezzo semplicemente spostandosi. Proprio Brebemi è uno dei promotori di questa iniziativa accanto a numerosi partner pubblici e privati, fra i quali Iveco, Iveco Bus e Stellantis, oltre a Abb, Electreon, Mapei, Pizzarotti, Politecnico di Milano, Prysmian, Stellantis, Tim, Fiamm Energy Technology, Università Roma Tre, Università di Parma, Vigili del Fuoco e ministero dell’Interno - Polizia Stradale.

Come funziona il sistema di ricarica dinamica a induzione dell'Arena del futuro, lungo la A35 Brebemi

Come funziona. In cosa consiste in concreto questa tecnologia? Grazie a una serie di spire posizionate sotto l'asfalto, abbinate a un sistema integrato di cavi elettrici innovatici, centraline monitorate da remoto e connettività 5G, tutti i veicoli elettrici dotati di un'apposita ricevente (facilmente installabile su ogni tipo di mezzo) possono ricaricarsi viaggiando su corsie dedicate, dicendo così addio alle soste alle colonnine per fare il "pieno" di energia agli accumulatori una volta scarichi. Ma i vantaggi sono anche ulteriori. In base ai test effettuati sinora, la ricarica a induzione favorirebbe, secondo i tecnici, una riduzione dei pacchi batterie (e quindi del peso) dei veicoli senza influire sulla capacità di carico delle merci o delle persone, aumentando l'autonomia (ed eliminando l'ansia del conducente a essa correlata) oltre ad incrementare la vita media degli accumulatori grazie alla riduzione dei picchi di energia. Il sistema di trasferimento induttivo dell'energia non richiede l'uso di cavi esterni, garantendo che il manto stradale rimanga sicuro per il passaggio dei pedoni.

Brebemi, Iveco e Stellantis: la ricarica wireless è realtà

I vantaggi della corrente continua. Il circuito Arena del futuro è alimentato a corrente continua, che secondo gli ingegneri che hanno sviluppato il progetto offre una serie di vantaggi: riduzione delle perdite di potenza nel processo di distribuzione dell’energia elettrica; integrazione diretta con fonti di energia rinnovabili senza necessità di conversione da corrente continua ad alternata; possibilità di usare cavi più sottili con vantaggi in termini di imballo, peso e inquinamento; utilizzo di cavi in alluminio, un materiale più facile da reperire e a costi ridotti rispetto al rame, più leggero e facile da riciclare.

Anche per l'idrogeno. La ricarica a induzione, sia essa dinamica o statica, tra l'altro è applicabile non soltanto ai mezzi elettrici a batteria, ma anche anche a quelli a idrogeno a fuel cell. Sistemi di alimentazione alternativa a cui molti costruttori stanno guardando con interesse per i mezzi pesanti adibiti al trasporto merci per il lungo raggio. La tecnologia Dwpt, inoltre, appare estremamente versatile, in quanto, secondo i partner del progetto, può essere applicata oltre che su strade e autostrade, anche in porti, aeroporti, parcheggi e centri logistici. 

IA, IoT e 5G. Insomma, la ricarica a induzione promette di essere una vera rivoluzione che darà una forte spinta alla necessaria transizione energetica e al raggiungimento degli obiettivi Ue di riduzione delle emissioni, anche grazie all'avvento di nuove tecnologie offerte dal 5G, all'Internet of Things e alle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, le quali consentiranno lo scambio di informazioni tra il veicolo e le piattaforme di gestione, aumentando la sicurezza stradale e l’efficienza degli spostamenti. Intanto, un endorsement arriva dall'estero: la rivista Time ha definito la sperimentazione in atto all'Arena del Futuro come una delle 100 invenzioni più importanti del 2021.

Roberto Barone

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