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Busworld China A SHANGAI LA MUSICA E' CAMBIATA

Pubblicato il 12/07/2012 in Bus
A SHANGAI LA MUSICA E' CAMBIATA
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Si è chiusa la decima edizione del Salone del bus di Shanghai. E, come promesso sul numero di tuttoTrasporti di Settembre in edicola da qualche giorno, mettiamo in rete un resoconto della manifestazione. Senza addentrarci troppo nei dettagli tecnici, che poi, se anche arrivassero da noi, quei veicoli sarebbero completamente diversi nelle misure e nelle motorizzazioni. Più interessante valutare il contesto di questa fiera e la direzione che stanno prendendo i costruttori locali. Una volta il Busworld China era l'esibizione dei "copioni", di quelli che riuscivano a rifare gli autobus occidentali quando gli originali avevano ancora la vernice fresca della prima presentazione. Adesso la musica è cambiata. L'aria è frizzante, pur con varie "ispirazioni", lo stile comincia a farsi se non originale, almeno un po' più personale. E quanto a soluzioni di trazione si investiga a 360°: gas, ibridi, elettrici e persino fuel cell. Insomma hanno mostrato di aver appreso la lezione e la stanno mettendo in pratica in maniera molto più dinamica (complice la loro forza economica) di quanto non stiamo facendo qui da noi. Certo partendo da zero come hanno fatto loro, la crescita è più evidente e non è detto che anche in Cina fra una ventina d'anni si possa rivedere la nostra situazione attuale. Per ora ci lasciano un po' di nostalgia per quelli che sono stati i nostri tempi migliori.

Questione di cifre
Al Busworld China numero 10 ha conquistato visitatori da 56 Paesi diversi, certamente attratti anche dall'Expo di Shanghai. Comunque tra i bus hanno sfilato 155 espositori, di cui 13 costruttori con una cinquantina di novità. La Cina più di altri sta sentendo la pressione dell'inquinamento e perciò anche il trasporto pubblico deve adeguarsi: tutti i veicoli dovranno presto soddisfare le norme Euro 4, e questo accelera il rinnovo. Oltretutto sta per essere varata una legge che limita a 8 anni la vita utile di un bus, dopodiché va per forza sostituito. E siccome in Cina non ci si va tutti i giorni, durante la manifestazione la Yutong ci ha invitato a vedere la sua fabbrica di Zhengzhou, ad altre due ore di volo da Shanghai. In un area di capannoni che copre 1,12 milioni di metri quadri nel 2009 sono usciti (nonstante la crisi che s'è fatta sentire pure lì) 28mila veicoli, score che fa della Yutong il secondo produttore di autobus al mondo dopo Mercedes-Benz che si attesta a 32mila. La Casa cinese è in grado di costruire mezzi da 6 a 25 metri (bi-articolati), con tecniche che non hanno nulla da invidiare alle nostre, comprese le vasche di verniciatura in cataforesi. Le linee di montaggio sono molto moderne e pulite nonostante ci sia un gran numero di addetti a lavorare su ciascun pezzo. Tuttavia la fora lavoro della Yutong è dichiarata in appena 7000 persone, il che significa 4 autobus per ognuno di loro ogni anno? Tantissimo se si pensa che anche solo l'obbiettivo europeo di uno a uno non lo raggiunge praticamente nessuno. Certo là ci sono molti (e sono la maggior parte) minibus a motore anteriore poco più che derivati camionistici, oltre a balestrati che da noi neppure in cava si vedono?


Testo di Danilo Senna, foto di Vassilis Daramouskas

 

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