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Renault Trucks SECONDA TAPPA DELL'OPTIFUEL TRIAL

Pubblicato il 03/05/2013 in Bus

Dopo l’hinterland milanese (tappa descritta sul numero di tuttoTrasporti in edicola) la seconda e ultima manche dell’Optifuel Trial si è svolta strade tra Mestre e il Trevigiano.

Dopo l’hinterland milanese (tappa descritta sul numero di tuttoTrasporti ora in edicola) la seconda e ultima manche dell’Optifuel Trial si è svolta sulle strade tra Mestre e il Trevigiano, meta quotidiana di molti viaggi da e per le tante piccole e medie imprese della zona. Ospite, la concessionaria Pesce Edoardo V.I. di Mogliano Veneto.

I veicoli erano gli stessi Premium 460 usati del programma Premium Selection, già impiegati nelle prove di Pero: trattori Euro 5 con non più di 4 anni o 480mila km, controllati, rimessi a nuovo e garantiti un anno o 120mila km. Simile anche il percorso, che riassumeva in una trentina di chilometri ciclo urbano, strada statale e autostrada. E, ovviamente, uguale anche il team di istruttori e demo driver della Casa. Anche questa volta gli autisti sono stati venti, scelti sia tra chi guida già un Renault sia tra chi impiega un veicolo della concorrenza. Diverso, purtroppo, il tempo: appena una pausa tra due lunghe piogge a dirotto, così le prove si sono svolte su strade bagnate.

Abituato al Premium è Marco Cantarutti, friulano; guida un 450 con cambio manuale di cui è molto soddisfatto anche se, spiega, l’ossatura del parco della sua azienda sono i “cugini” Volvo. “Rispetto al mio 450”, ci ha detto, “il 460 è più elastico, sfruttabile su un arco di giri più ampio. Questo non solo permette di risparmiare carburante, ma anche di arrivare a casa rilassati, che è altrettanto importante”. Grazie ai suggerimenti degli istruttori, Marco ha imparato a sfruttare meglio l’inerzia e ad accelerare a fondo prima della salita, per non trovarsi “impiccati” a basso numero di giri al momento di scollinare. Stefano Rocchetto, che rifornisce supermercati con un Mercedes-Benz Actros MP2 1846 trattore, ha apprezzato molto l’efficacia del rallentatore, che permette di usare pochissimo i freni (sul Mercedes, invece, li usa molto), e la disponibilità di coppia a partire da 950/1000 giri.

Walter Rossato, collega di Rocchetto che guida un 1846 identico, ha apprezzato anch’egli retarder ed elasticità. Sui consumi non si sbilancia: “Bisognerebbe vederlo nel lavoro reale”, ci ha detto, “ma da quanto si è potuto capire il Premium si comporta molto bene”.

Guido Merlo, invece, è un appassionato di veicoli pesanti tanto da aver scelto la professione di autista dopo gli studi di ingegneria: “Il mio destino era nel nome”, scherza. Nella vita guida autobus urbani e interurbani a Padova ma gli piace molto provare anche i camion. “Il veicolo è totalmente differente da un autobus”, racconta appena sceso dalla cabina, “per cui ho fatto qualche pasticcio con le marce e quindi non ho consumato pochissimo. Le tecniche di guida che ho imparato, invece, mi serviranno anche nel mio lavoro di ogni giorno. Mi ha impressionato il confort della cabina, superiore a quello dei bus urbani”.

Gli fa eco il collega Alessandro Minelli, anche lui all’APS di Padova (ma i camion li ha nel DNA: da piccolo manovrava l’autotreno Fiat 180 del papà), dove qualche anno fa da autista è diventato manovratore del Translohr, il tram su pneumatici: “Non avevo mai guidato un veicolo con il cambio automatizzato, ma l’ho trovato subito facile. Ho cercato di applicare il più possibile i concetti teorici imparati nella breve lezione in aula, dove mi sono un po’ stupito a sentire che non sempre il piede leggero è la soluzione migliore. Ma, guidando su asfalto bagnato e non conoscendo né percorso né veicolo, ho preferito andare piuttosto piano”.

Constantin Dumitrache trasporta inerti e materiali da cantiere in Trentino con un Volvo FH del 2005 ed è un attivissimo blogger: parla di camion con i colleghi italiani e romeni. “Conoscevo bene il Premium”, ci ha raccontato, “e apprezzavo già l’erogazione fluida della coppia e la manovrabilità del cambio. Qui a Mogliano ho imparato bene come gestire il cambio automatico e sfruttare l’inerzia”.

Rudi Alborghetti, l’istruttore Optifuel che ha tenuto le sessioni teoriche in aula, è molto soddisfatto delle due giornate: “Le lezioni sono state molto brevi; ho proceduto a braccio, anche perché andavo mirato sugli argomenti che sentivo mancare agli autisti. Tanti di loro ragionano ancora come se guidassero un motore con pompa d’iniezione lineare, mentre i camion sono evoluti moltissimo. I gruppi sono molto interessati, si stupiscono molto di molti dei miei suggerimenti”.

Soddisfazione anche da parte dello staff che ha curato la manifestazione: “Questo ciclo di prove è servito molto a far conoscere il Premium a molti autisti che non l’hanno mai usato, e i riscontri sono positivi”, ci ha detto Erica Zaffaroni, responsabile Eventi e pubblicità. Aggiunge Francesca Marinello, responsabile Pubbliche relazioni e new media: “Abbiamo raccolto moltissimi pareri positivi, anche da chi guida camion di alta gamma, e tante richieste di informazione sul programma Optifuel training, anche da chi guida veicoli di altre marche”.

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