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Trasporto pubblico VISTO DALLA PARTE DI CHI LO USA

Pubblicato il 14/10/2013 in Bus
VISTO DALLA PARTE DI CHI LO USA
VISTO DALLA PARTE DI CHI LO USA

Da una lettera di un viaggiatore attento lo spunto per una riflessione.

Oggi un utente del servizio pubblico milanese ci scrive:

“Metropolitana MM1 da Sesto FS. Solita folla, normale non esagerata, io ero appoggiato alla paratia che divide l’abitacolo passeggeri dal posto di manovra. Alla fermata Gorla o Turro (non ricordo), esce una morettona dalla porta di servizio della cabina di guida: poteva essere una collega… ma si gira a metà banchina e soffia un tenero bacio al manovratore, che nel frattempo era sceso dalla sua porta. Perplesso e quasi invidioso, torno al mio libro e ripartiamo. Quand’ecco che, dall’imperfetta tenuta della paratia, trafila chiaramente puzza di sigaretta.

Un paio di considerazioni. Primo: dubito che si possa fumare nella cabina di manovra.

Secondo: baci e sigaretta mi autorizzano a pensare che là si sia consumato qualche atto di (spero) reciproca soddisfazione, ancorché fugace viste le sole 5 fermate a disposizione. E questo è certamente vietato.”

Noi, per deformazione professionale, siamo i primi a voler difendere autisti e conducenti, ma a volte bisogna riconoscere che sono proprio indifendibili. Al di là delle illazioni sessual-umoristiche, i passeggeri avrebbero il diritto di viaggiare in condizioni migliori di quelle illustrate nella fotocomposizione, ma soprattutto i conducenti non devono mai dimenticare la loro professionalità: che si tratti di stare dietro un volante oppure a una manetta di trazione. Anche nel loro stesso interesse, perché la responsabilità è parecchia e in malaugurato caso di incidente non sarebbero assolutamente giustificabili. Senza contare il danno d’immagine, non solo all’azienda esercente ma a tutto il sistema del trasporto pubblico che in ogni modo cerca di rendersi attrattivo. L’attento viaggiatore, oltre a denunciare a noi l’accaduto, avrebbe dovuto far valere le sue ragioni in loco, senza nascondersi dietro a falsi alibi come la fretta, il senso d’impotenza, la voglia di non litigare già alla mattina presto di lunedì e così via. Perché viaggiare meglio col servizio pubblico si può, basterebbe che ognuno facesse semplicemente la sua parte. Anche noi.

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