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Test CONFRONTO ALLA TEDESCA

Pubblicato il 03/12/2015 in Truck
CONFRONTO ALLA TEDESCA
CONFRONTO ALLA TEDESCA

Nove camion di sette marchi diversi al lavoro: un test di 27 mesi in condizioni reali per vedere quale conviene di più.

Quando le Case prestano i veicoli alle aziende per qualche mese può venire il sospetto che i camion siano un po’ troppo... a punto. Ma se un’azienda li compra (o li noleggia) per metterli al lavoro di tutti i giorni, per anni, è più difficile barare. Succede alla Reinert Logistics di Schleife, dove per 27 mesi e oltre 300mila km sono stati “indagati” nove trattori di sette marche diverse. Il bestof9.eu test è stato supervisionato dai colleghi delle riviste Transport e Logistra. Essendo un progetto avviato di tre anni fa, i protagonisti sono ancora tutti Euro 5, salvo per Mercedes, che all’epoca aveva già disponibili pure gli Euro 6: e infatti gli Actros sono due; compaiono ancora il Premium che Renault ha ormai sostituito con i T, così come il vecchio Volvo FH, mentre Scania schiera il glorioso 420 11,7 litri accanto al 440 col 12,7 solo EGR (sempre Euro 5). Per tutti cabine grandi (ma non le maxi) da lungo raggio, potenze 420/460 CV e semirimorchi Schmitz identici. Poi, autisti a rotazione. Ebbene, i risultati hanno dato molte conferme, ma pure qualche sorpresa. Il test s’è svolto in Germania e, prima di esportarlo tout court, bisogna fare dei distinguo. Comunque, guardando la prima delle tabelle qui a lato, spunta l’Iveco come quello che ha avuto meno bisogno di “cure” durante l’esercizio. In realtà, salvo qualche intervento iniziale in garanzia, nessuno ha palesato grossi guai; eppure quasi tutti quelli che si sono riscontrati riguardano l’impianto elettrico: lampadine ripetutamente bruciate e, in qualche caso, batterie scariche. A riprova dell’affidabilità generale ormai raggiunta, niente da segnalare sulla catena cinematica, esclusa la sostituzione del common rail sull’Actros Euro 5 in seguito all’uso di gasolio contaminato, passata in garanzia. Il MAN ha sofferto problemi alla colonna dello sterzo e alle batterie, ma sono stati riconosciuti e risolti gratuitamente dalla casa, che però non ha del tutto coperto i costi relativi al malfunzionamento dell’iniezione dell’additivo: anche per questo il TGX si ritrova all’ultimo posto della classifica delle riparazioni. Quanto al fabbisogno di gasolio e relativo additivo, svettano i due Actros, con un prevedibile vantaggio per l’Euro 5. Il che è vero solo per Mercedes, che offre esattamente lo stesso motore in Euro 5 ed Euro 6, mentre tutti gli altri li hanno profondamente rivisti nel passaggio alle norme più recenti. Si piazza al terzo posto lo Scania 440 che non ha bisogno di additivo, ma gli altri seguono da vicino. Se c’è infatti un segno che riassume l’alto livello raggiunto dai camion di oggi è la quasi parità di percorrenze chilometriche: tutti sul filo dei 28 l/100 km, con solo 1,5 litri di differenza fra il primo e l’ultimo.

Non solo gasolio

Lungo tutto l’arco del test sono stati consumati circa 90mila litri di gasolio e poco meno di 4mila di AdBlue: dopo 300mila km era stato speso per i rifornimenti più che per l’acquisto dei camion. E qui si apre la discussione finale. La terza tabella della pagina precedente non contiene esattamente quelli che noi chiamiamo (e calcoliamo) come costi d’esercizio, tuttavia è una sorta di riassunto delle due precedenti classifiche (riparazioni e consumi), più l’investimento del capitale nei tre anni d’utilizzo: prezzo d’acquisto del nuovo, meno valore residuo dell’usato. È qui che il mercato di riferimento, quello tedesco, introduce dei valori che per altre realtà potrebbero essere assai diversi.

Paese che vai...

Sul fatto che i Mercedes siano considerati degli assegni circolari un po’ ovunque, non c’è dubbio: che l’Euro 5 sia in prima posizione è dovuto alla forte differenza di prezzo del nuovo (tre anni fa) rispetto all’Euro 6. Costa relativamente poco il Daf e si rivende sempre bene. Un po’ meno l’Iveco, che però in Italia avrebbe certamente più chance nella seconda mano. Stesso ragionamento per Renault e Volvo, che scontano pure il fatto di essere ormai fuori produzione. È il motivo per cui finisce in fondo alla classifica lo Scania col vecchio motore, zavorrato come pure il fratello maccanicamente più moderno, dal prezzo iniziale.

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