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Esordio UN CITTADINO MODELLO

Pubblicato il 03/12/2015 in Truck
UN CITTADINO MODELLO
UN CITTADINO MODELLO

Integrarsi ancor di più nell’ambiente urbano: è la missione del nuovo Eurocargo.

Si può considerare il Daily sovradimensionato rispetto ad alcuni impieghi. O giudicare superata qualche soluzione funzionale dello Stralis. Fare le pulci all’Eurocargo è più dura. Il medio dell’Iveco è un perfetto interprete del segmento da 6 a 18 ton, e da quasi un quarto di secolo. Se nel 1991 la prima serie inaugurò il tema stilistico che avrebbe portato  gli Iveco fin oltre il Duemila, l’Eurocargo 2015 riparte dai concetti introdotti dal Daily l’anno scorso. Gli aggiornamenti si concentrano sul frontale e hanno lasciato inalterati  gli elementi strutturali. L’essenza è più o meno la stessa degli anni Novanta. E quando parliamo di essenza, ci avviciniamo alle ragioni del successo di questo medio: copertura a tappeto dei vari segmenti di peso specie negli snodi cruciali, come a 7,5, 10 e 12 ton; quattro taglie di cabine, motori a 4 e 6 cilindri; soprattutto, minimi vincoli  alla possibilità di miscelare questi ingredienti. L’andamento del mercato ha però suggerito ai responsabili del progetto di orientare ancora di più l’offerta sugli impieghi urbani. Una scelta percepibile, oltre che all’esterno, nell’abitacolo. Oltre alle doverose integrazioni in  termini di ergonomia  e sicurezza, come il volante multifunzione che può integrare l’airbag e la tastiera del cambio automatico ridisegnati, i designer hanno enfatizzato il ruolo di camion “cittadino”, creando una versione a due posti con mobiletto centrale riconfigurabile per facilitare lo stivaggio e l’utilizzo di documenti, tablet, pc e altri supporti.

Fedele al solo SCR

Già da fine 2013 le versioni Euro 6 dei motori Tector 5 a 4 cilindri e Tector 7 a 6 cilindri sono convertiti alla tecnologia HI-eSCR: non c’è il ricircolo dei gas di scarico EGR, mentre il catalizzatore selettivo ad alta efficienza è affiancato da un catalizzatore ossidante e da un filtro antiparticolato passivo, esente da rigenerazione tramite periodiche iniezioni di  gasolio. I progettisti sono intervenuti solo sui due motori di minore potenza,  guarda caso i più indicati per la città, migliorando l’erogazione della coppia grazie a nuovi iniettori e pistoni.

Sei litri a metano

Tornerà, in versione evoluta, il Tector 6 CNG, 6 cilindri di 5,9 litri a metano da 204 Cv e 750 Nm: equipaggerà l’Eurocargo Natural Power da 11 a 16 ton e con un’autonomia dichiarata fino a 400 km. La disponibilità di cambi manuali, automatizzati o automatici è invariata. Con l’AsTronic a 12 rapporti è disponibile l’Ecoroll, che stacca la trasmissione quando il veicolo può procedere per inerzia, come in discesa. Il sistema fa parte di un pacchetto di riduzione dei consumi che include anche ventola di raffreddamento “intelligente”, olio Petronas a bassa viscosità e, per gli AsTronic a 6 e 12 marce, l’Ecoswitch, che permette di scegliere fra la modalità di marcia standard e quella che attiva limitazione di velocità, esclude il funzionamento manuale e il kick-down. Parte dell’evoluzione dell’Eurocargo è dettata dai nuovi obblighi normativi: arrivano quindi la segnalazione dell’abbandono della corsia di marcia e (da 8 ton in su) il sistema di frenata automatica di emergenza. Il radar di quest’ultimo rende disponibile la funzione di regolazione automatica della velocità in base alla  distanza dal veicolo che ci precede. Evolve anche l’architettura telematica. I dati di funzionamento utili alla gestione  dell’azienda, registrati ed elaborati, possono essere messi a disposizione del gestore della flotta via web. Il flusso di informazioni fra conducente e azienda può essere gestito tramite il display DriverLinc, che integra il servizio Driver Coach, dedicato a monitorare e affinare lo stile di guida in funzione di una migliore efficienza nei consumi. Sottoscrivendo il pacchetto di servizi avanzato, il tablet rimovibile può integrare il navigatore, visualizzare gli ordini di lavoro e registrare la firma elettronica di mittenti e destinatari dei carichi.


*** IMPRESSIONI DI GUIDA  ***

Per un medio da 12 tonnellate, 280 CV non sono pochi e promettono di muoversi spigliati fra città, statali e autostrada. Se c’è il cambio automatizzato a 12 rapporti, poi, il confort è assicurato. All’avviamento, l’elettronica seleziona subito la modalità Eco, che inibisce tutte le manovre che portano all’utilizzo dei regimi più elevati. Il motore ha coppia a sufficienza per gestire partenze anche in quarta, anche se nelle sei marce superiori si perde un po’ di brio, complici il rapporto al ponte di 1:3,73 e la dodicesima surmoltiplicata: 0,81:1. Immettendosi nel traffico da strade secondarie è meglio escludere l’Eco e permettere al cambio di tirare un po’ più le marce. Dodici potrebbero sembrare troppe; probabilmente 8 basterebbero, però così i passaggi sono davvero inavvertibili. Ottima l’intesa con il freno motore: non appena si seleziona il secondo scatto, l’AsTronic inizia a scalare, ma sempre senza esagerare. Il controllo della corsia di marcia e il regolatore di velocità collegato al radar frontale danno una bella mano nel traffico. Peccato solo che il display multifunzione, rimasto a due colori e non troppo grande, fatichi a ospitare le informazioni supplementari relative ai nuovi sistemi.

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