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Motori IL LEONE TORNA A RUGGIRE

Pubblicato il 28/04/2016 in Truck
IL LEONE TORNA A RUGGIRE
IL LEONE TORNA A RUGGIRE

Col nuovo 15 litri, la MAN si riaffaccia fra i superpotenti. L’abbiamo messo alla prova con questo TGX 560.

È durato un annetto l’esilio della MAN dal segmento delle potenze “over 500”, fra l’avvento dell’Euro 6 con il pensionamento del V8 e il ridimensionamento del D26 di 12,4 litri a 480 CV (prima si spingeva fino a 540). Una mancanza grave, specie per la casa che dal 1997 al 2003 era stata, con l’F2000 19.603, in cima alla hit dei superpotenti stradali da lungo raggio. Coi 6 cilindri di 15,2 litri il TGX ritrova la cattiveria perduta. O almeno in parte, visto che per ora si “autolimita” ai 560 CV del protagonista di questa prova, con un entry-level a 520 e un extra da 640 CV riservato (per ora...) ai soli trasporti eccezionali. Vediamo come s’è comportato sul nostro consueto percorso.

IL LEONE TORNA A RUGGIRE

Cavalli sciolti, forse troppo - Sarà una questione mentale, ma quando si sale a bordo di qualunque cosa con più di 500 CV, ci si aspetta molto. Anche al cospetto delle “italiche” 44 tonnellate, che il TGX si porta a spasso tranquillamente, intendiamoci. Ma forse un po’ troppo, nel senso che non si avverte tutta la potenza promessa dalle targhette sulle portiere: colpa senz’altro della rapportatura finale allungata a 2,53; come pure di un erogazione estremamente lineare: la coppia massima di 2700 Nm c’è già a 930 giri, e resta costante fino ai 1350. A mettere a terra tanta capacità di svolgere lavoro c’è l’inedito cambio automatizzato Traxon della ZF, che la MAN ribattezza TipMatic TX.

Fra attesa e sorpresa - Pure l’erede dell’As Tronic s’è fatto attendere oltre tre anni, per poi debuttare con chi ha già deciso che per sue trasmissioni future cambierà fornitore (Scania, ndr). Evidentemente i tempi della comunione di pezzi germano-svedese non sono ancora maturi, mentre i rapporti fra MAN e ZF restano amichevoli e di piena collaborazione. Tant’è che l’intesa fra le “intelligenze” elettroniche di motore e trasmissione è parsa eccellente su questo TGX: più rapido nelle cambiate, ma soprattutto più furbo nello sfruttare l’EcoRoll e il controllo predittivo della velocità PreVision; funzioni che pure sono state implementate sugli ultimi As Tronic, ma che lì lavorano un po’ meno bene.

IL LEONE TORNA A RUGGIRE

All’insegna di ordine e disciplina - Cresciuto nel diametro dei pistoni piuttosto che nella corsa, il nuovo motore non è molto ingombrante in altezza e non ha perciò comportato adeguamenti del tunnel. In cabina, quindi, non ci sono stati cambiamenti. Lo spazio, specie in questa versione XXL non manca, ma l’atmosfera è un po’ freddina. Un mondo in bianco e nero fin troppo austero, con un rigore che si percepisce anche nella sistemazione degli interruttori, tutti ammassati nella consolle centrale, e nella poco vivace strumentazione. A parte un lieve fruscio aerodinamico (che pure il nostro fonometro ha rilevato), sul MAN si sta comodi. Lo sterzo si regola abbastanza facilmente e sembra aver guadagnato in sensibilità coi gommoni all’avantreno. Anche in discesa il TGX resta stabile, giacché la combinazione del freno motore potenziato EVB (neppure tanto potente considerata la cilindrata) e del rallentatore aiutano a tenere alta la media. Quanto a forza, il motore spunta già al minimo e tiene la 12a fino a 950 giri; però appena sente la salita il TraXon si predispone scalando (e fino alla 10a lo fa ancora più veloce che nelle altre marce). Comunque il D38 nella potenza intermedia tira, come dimostrano il test in salita e una velocità complessiva elevata nonostante le condizioni della strada non ottimali. Rende parecchio per essere un 560 CV, visti i 3,2 km/l di media e il modestissimo consumo di AdBlue; segno quest’ultimo che il motore, pur su un percorso impegnativo com’è il nostro, non ha mai avvicinato il suo limite.

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