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Supertest cabine TUTTI A BORDO DEI MAGNIFICI SEI

Pubblicato il 12/11/2019 in Truck
TUTTI A BORDO DEI MAGNIFICI SEI
TUTTI A BORDO DEI MAGNIFICI SEI

Abbiamo valutato l'abitacolo di DAF Super Space Cab, Ford F-Max, MAN XXL, Mercedes Gigaspace, Renault Maxispace e Scania S-Highline.

Avevamo promesso di dedicare ancor più attenzione alle condizioni di lavoro dei conducenti. Così, nel clima ancora arroventato dell’estate, tuttoTrasporti ha lavorato in collaborazione con alcuni dei più prestigiosi media europei di settore - a cominciare dalla rivista tedesca lastauto omnibus - a una mega prova comparativa fra le cabine più grandi dei costruttori europei, con l’eccezione di Iveco e Volvo. La prima giustificata dal concomitante lancio dei nuovi S-Way, l’altra per non precisati impegni (o forse per l'avvicinarsi del lifting dell’FH).

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La squadra al completo. Ufficialmente, pure la MAN ha declinato l’invito; ma noi un TGX 500 XXL l’abbiamo trovato presso un noleggiatore, in allestimento speciale EvoLion. Sofisticato come l’Actros Edition 1, l’ammiraglia schierata dalla Mercedes-Benz, al debutto in un test continentale con la nuova cabina senza specchi. A chiudere la squadra dei marchi premium la Scania, che ha portato l’S650 in versione celebrativa del suo V8. Scendendo dall’Olimpo dei camion più blasonati (e costosi), ecco i più abbordabili Daf e Renault: dall’Olanda il sempreverde XF480, dalla Francia il T 520 Maxispace, punta di diamante della gamma da lungo raggio.

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Il sesto elemento. Citati i primi cinque, ne manca ancora uno. Abbiamo lasciato per ultimo il Ford F-Max perché merita un discorso a parte. Non ancora presente in tutti i mercati - pur se le trattative sono in fase avanzata in molti paesi, compreso il nostro - il neonato camion con l’ovale blu, ha comunque grandi ambizioni. Più che legittime, come abbiamo potuto appurare nella prova sprint pubblicata a luglio. La Ford ha avuto molto coraggio ad accettare la sfida di una comparativa come questa, che di sicuro non fa sconti a nessuno. D’altro canto, se vuole tornare seriamente a impegnarsi nell’Europa occidentale, è con questi rivali che deve confrontarsi. E non c’è niente di meglio che un giudizio terzo e indipendente, come quello della stampa internazionale, per capire il reale livello raggiunto dall’F-Max, rispetto agli assai più conosciuti e affermati concorrenti. 

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Le regole del gioco. Non fatevi ingannare dalla promiscuità delle  potenze dei modelli in competizione, dai 480 CV del Daf ai 650 dello Scania: non è sulle prestazioni che s’è giocato il confronto, perlomeno non in quelle assolute; né sui consumi, ovviamente. L’intento del test, per quanto completato da una sessione di impressioni di guida (con semirimorchi a 40 tonnellate complessive), era quello di indagare tutti gli aspetti degli abitacoli. Dalle dimensioni generali ai singoli vani e ripiani, tanto all’esterno quanto all’interno. Dal posto guida, nelle sue regolazioni principali, alla fruibilità di spazi e comandi, con un particolare occhio alla visibilità. Un aspetto, quest’ultimo che finirà nel corposo capitolo dedicato alla sicurezza e agli ormai irrinunciabili Adas, i sistemi d’ausilio alla guida. L’unico requisito imposto dall’organizzazione era lo schieramento delle cabine più grandi fra quelle disponibili nel catalogo di ciascun costruttore, con la massima libertà in fatto di allestimenti interni: ognuno ha poi giocato le carte che aveva, nella maniera che ha ritenuto più opportuna. Ecco perché qualcuno s’è presentato con due lettini ed altri uno solo.

Danilo Senna

Potete leggere i risultati completi del test su tuttoTrasporti di ottobre 2019, n. 431

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