Cerca

Seguici su

Truck

Mercedes-Benz Actros A bordo del cavaliere sicuro a tiratura limitata

Pubblicato il 02/12/2021 in Truck
A bordo del cavaliere sicuro a tiratura limitata
Chiudi

Da 25 anni all'avanguardia nella tecnica e nella sicurezza, il modello della Stella sa concedersi un po' di cattiveria. Come questo 1863 con 626 CV confezionati nell'allestimento speciale Edition 2.

Quando si esplora il territorio delle superpotenze in genere si tende a guardare più a nord della Germania. Tuttavia anche lì non mancano i camion "cattivi", che siano MAN o Mercedes-Benz. Se il Leone ha una lunga tradizione in merito, con il V10 che ha resistito in cima alla classifica degli "over 600" per quasi un decennio, la Stella non ne ha mai fatto una questione di numeri esibiti sulle fiancate, bensì di contenuti: sono giusto 25 anni che l'Actros ha cambiato il paradigma tecnologico dei veicoli pesanti. E continua a farlo in questa quinta generazione, sottolineata dalla mancanza dei tradizionali specchi retrovisori. Che, peraltro, alla rilevante quota di 626 CV ci arriva comunque. È esattamente il camion che abbiamo fra le mani, oltretutto nella particolare e sfiziosa Edition 2: allestimento limitato a 400 esemplari, ordinabili con cabina Mega o GigaSpace e con i tutti i motori da 13 litri OM 471 o da 16 litri OM 473. Quindi eccoci al volante di un magnifico 1863 LS: l'ammiraglia delle ammiraglie della Stella fra i pesanti da lungo raggio.

A bordo del cavaliere sicuro a tiratura limitata

Quasi monocromatico. Fattor comune di tutti gli Edition 2 è il colore: grigio lunare, che gioca fra la finitura opaca e quella lucida per movimentare un design che resta comunque fresco, pur a distanza di qualche anno dalla prima apparizione (2012). Dominano sempre i toni scuri, sottolineati da un universo di stelline (ovviamente a tre punte) nere, con dettagli bruniti o cromati. Le medesime tinte si ritrovano negli interni, dai rivestimenti in pelle trapuntata dei sedili alla finitura carbon look della plancia. Metteteci i due grandi monitor Lcd che integrano strumentazione e comandi, ed ecco che il camion del futuro è pressoché configurato. Non è nemmeno un'esagerazione, dato che l'Actros è l'unico pesante a livello 2 nella scala della guida autonoma. I settaggi personalizzabili sono quasi infiniti, ma armeggiando con i comandi sulla razza sinistra del volante si arriva a configurarli nel modo desiderato. Ci vuole un po' di apprendistato, ma poi il vostro Mercedes fa quasi tutto da solo. Troppo, a volte, dato che una volta impostato il cruise lui si regola coi limiti segnati sui cartelli stradali e li mantiene ostinatamente: così magari vi trovate a sfrecciare in una strettoia di paese a 50 km/h, che non sono affatto pochi per un autoarticolato. Tranquilli, esistono sempre i freni, così come non è concesso staccare le mani dal volante per più di qualche secondo. 

A bordo del cavaliere sicuro a tiratura limitata

Il "capo" resta l'autista. Circondato da Stelle e stelline, chi guida l'Edition 2 ha la certezza di essere a bordo di uno dei camion più sicuri in circolazione, dotato dei più avanzati sistemi di ausilio alla conduzione di un veicolo: dalla frenata automatica d'emergenza ABA 5, ai radar laterali che individuano ostacoli fissi e mobili, ciclisti e pedoni compresi. Però questo vale per tutti gli Actros; il nostro 1863 ha poi degli attributi particolari, a partire da una cilindrata non più consueta: 15,6 litri, pompati non solo dal classico gruppo di sovralimentazione (turbina e compressore), ma anche dal turbocompond. È questa una seconda girante senza il lato aria, che sfrutta l'energia dei gas ancora veloci e roventi per inviarla, tramite un riduttore a ingranaggi, direttamente all'albero motore, agevolandone così la rotazione. Il risultato sono 3.000 Nm a 1.100 giri/min, però sono pochissimi meno già a 1.000 e tali restano fino a 1.500: è in questo intervallo che la potenza s'impenna fino ai 600 CV; l'altra trentina mancante all'appello arriva cento giri dopo in maniera più morbida, così come dolcemente la curva decresce fin quasi a 2.000 giri. Il risultato è un discreto allungo, abbinato a una piacevole vivacità ai bassi regimi. Il tutto tenuto a bada da una frizione bidisco che pare velocizzare i tempi di cambiata, oltre a resistere meglio sotto sforzo. Insomma, un Actros con tanta grinta per chi può permetterselo e non viaggia al limite della portata, perché i tanti contenuti del 1863 si pagano anche sulla bilancia: quasi nove tonnellate di tara non sono uno scherzo. 

Danilo Senna

Estratto della prova pubblicata su tuttoTrasporti di settembre, n. 452.

Nessun commento

Per inserire un commento devi essere registrato ed effettuare il login.