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Marocco AL TUAREG RALLYE C'E' ANCHE SOLIDARIETA'

Pubblicato il 12/07/2012 in Van & Pick-Up
AL TUAREG RALLYE C'E' ANCHE SOLIDARIETA'
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Da dodici anni, in vista del deserto che dal sud del Marocco si affaccia ai confini con l'Algeria, s

Da dodici anni, in vista del deserto che dal sud del Marocco si affaccia ai confini con l'Algeria, salamu aleikum è il saluto che viene rivolto a qualche centinaio di piloti provenienti da tutto il mondo, anche se la maggior parte giunge dall'Europa, che su motociclette e auto danno vita a quello che non per caso è diventata una delle corse più difficili e famoso del continente africano: il Tuareg rally, 8 mila massacranti chilometri sospesi tra il cielo e la sabbia. Anche quest'anno il rally è stata un'occasione di solidarietà:i tir di Energia e Sorrisi hanno trasportato, oltre le 22 moto di gara, 200 quintali di aiuti umanitari.

I ringraziamenti vanno alla BiERRETi trasporti di Porto Viro (Rovigo) e alla Concessionaria Daf Zarpellon di Vicenza. Un grazie particolare anche agli autisti che si sono prestati per portare a termine la spedizione: Franco, Nicola, Matteo, Stefano e Danilo.



Ideato dalla famiglia Rainer, tedeschi della Baviera innamorati delle due ruote e di questo angolo straordinariamente vario e mutevole del mondo, il Tuareg Rally edizione dopo edizione, ha saputo farsi fama di gara per gente tosta, per motociclisti non solo abili a smanettare avendo davanti a sè niente altro che il nulla. Gli organizzatori volutamente lo tengono in sordina, niente grandi promozioni, non interessa loro avere un numero esorbitante di concorrenti, entrare nei circuiti che contano. La sostanza è prevalente rispetto alla immagine: al Tuareg arrivano così solo persone che sanno cosa gli attende,pronte a soffrire, a farsi se occorre assistenza da sè, senza grandi pretese di comodità, disposta anche a dormire sotto le stelle del deserto. Tutta gente in possesso ad una buona dose di ardimento e di coraggio. E anche di una giustea dose di incoscienza, perchè i rischi che si corrono sono davvero tanti e ogni metro di pista può nascondere una insidia dalle conseguenze imprevedibili. Il roadbook fornito dagli organizzatori, un indicatore preciso e dettagliato del percorso giornaliero, è la bussola da seguire fedelmente, sempre. Chi smarrisce la strada finisce fatalmente nei guai. L'edizione di quest'anno ha segnato un incremento significativo di partecipanti, nonostante il vento di crisi che sta scuotendo i mercati globalizzati. Per la prima volta hanno partecipato equipaggi australiani e da Israele. Le condizioni atmosferiche hanno contribuito a rendere se mai fosse possibile, la gara ancor più difficile e faticosa. Le violenti piogge che hanno flagellato il Marocco nella prima metà di marzo, hanno costretti i partecipanti al Tuareg rally a superare ostacoli imprevisti e reso la pista e il tracciato al limite della praticabilità. E' stata comunque una grande avventura, i piloti migliori si sono battuti fino all'ultimo giorno per il podio, ma in genere tutti i partecipanti hanno dato il meglio di sè, a prescindere dalla classifica e dal risultato finale. Perchè il Tuareg rally è una esperienza da vivere a 360 gradi; l'aspetto agonistico, paradossalmente, per quanto di importanza primaria, non rappresenta l'unica ragione per esserci. Correre su una moto o alla guida di una jeep è un tuffo adrenalinico in un altro mondo per gente con la scorza dura. Occorre coraggio ma soprattutto serve cuore. Quello che hanno ancora una volta dimostrato di avere i partecipanti di un team del tutto particolare, il gruppo italiano di "Energia e sorrisi" dal nome dell'onlus della quale è presidente il vicentino Giampietro Dal ben. La squadra corse di Energia e Sorrisi composta da Stefano Carlotto, Gianni Manea e Raffaele Bacchi, si è ben comportata, arrivando a ridosso dei piloti più titolati. E anche i corridori , una quindicina che hanno scelto per correre l'assistenza del team Energia e Sorrisi, alla fine sono rimasti più che soddisfatti della gara e del servizio, tecnico e logistico, ricevuto. Ma la vittoria più importante il team Energia e Sorrisi l'ha ottenuto portando in Marocco un Tir di aiuti umanitari da dispensare lungo il percorso, nei poveri villaggi lontani da tutto e da tutti e negli accampamenti dei nomadi nel deserto. Un lavoro certosino e mirato, frutto di una organizzazione meticolosa e della applicazione del gruppo di volontari fra i quali spiccano i nomi di Massimo Conforto, Giampaolo Gecchelin, Anna Chieregato, Erica Rappo, Monica dal Ponte. In totale sono stati distribuiti vestiti, circa 1500 paia di scarpe nuove, una incubatrice e vario materiale sanitario per i piccolissimo presidi medici alle porte del deserto, microscopiche oasi di soccorso, e ancora materiale didattico, anche giocattoli per i bimbi che da subito, magari accudenti le greggi di capre e pecore, imparano quanto dura sia la vita a certe latitudini. La distribuzione è avvenuta senza intoppi, grazie anche all'aiuto di referenti locali con i quali il team Energia e Sorrisi è in contatto ormai da tempo. Durante la consegna è stata compiuta anche una ricognizione che ha consentito di individuare altre situazioni d'emergenza che verranno prese in considerazione già nel prossimo anno. Sole, sassi, sabbia, pietre, dune. Energia e Sorrisi, l'agonismo abbinato alla solidarietà, ha fatto centro anche questa volta. Anzi, ancora di più. Perchè gli organizzatori tedeschi del rally, hanno preso atto della bontà dell'iniziativa del gruppo italiano guidato da Giampietro Dal Ben, inserendo le attività umanitarie di Energia e Sorrisi fra le finalità primarie del rally. Un riconoscimento al quale si è aggiunto anche il premio, "fair play", istituito per la prima volta quest'anno in memoria del compianto campione di rally motociclistici Fabrizio Meoni, premio che è stato assegnato ad un pilota del team Energia e Sorrisi, Maurizio Zacchetti, per aver interrotto la propria gara per soccorrere un concorrente in difficoltà dopo una caduta. Ed è così che "Salamu aleikum Energia e Sorrisi" è il saluto che in Marocco da quest'anno accoglie tutta la carovana del Tuareg Rally.

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