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Van & Pick-Up

Video PROFUMO DI NAFTA IN TERRA D'AFRICA E ASIA

Pubblicato il 12/07/2012 in Van & Pick-Up

Di qualsiasi età e nazionalità, purché con poca elettronica. Sono così i camion che servono in Siria

Di qualsiasi età e nazionalità, purché con poca elettronica. Sono così i camion che servono in Siria, Etiopia ed Eritrea, dove le strade sterrate e il sovraccarico mettono a dura prova le meccaniche e l'officina del villaggio deve essere in grado di rimettere in marcia il veicolo prima possibile. Un "prima possibile" che può durare anche qualche giorno, perché i ritmi sono pur sempre quelli delle strade africane. Molti camion sono arrivati laggiù nuovi, addirittura qualcuno (come gli Iveco Trakker) è assemblato localmente. Ma tanti altri sono arrivati di seconda mano dalla ricca Europa, dove gli elevati consumi, i bassi standard antinquinamento e lo scarso confort di marcia li avevano messi fuori gioco. Ecco così che i Mercedes LP ed NG, gli Iveco 330 e tanti altri camion che hanno fatto la storia dei trasporti europei si sono guadagnati una nuova vita sui passi etiopi ed eritrei, lungo strade vecchie di millenni o tracciate dai colonizzatori italiani. Fra le presenze più consuete, quella del Fiat 682, il "Leone d'Africa" nato per le strade della Ricostruzione italiana e poi scopertosi ideale, per la sua semplicità e robustezza, alle piste del Continente Nero. Ma tra i pezzi di storia ci sono pure tanti modelli più vecchi, che oggi sarebbero ambiti dai collezionisti, come i Lancia Esatau 864 e 864A. Peccato soltanto che le leggi locali non li lascino esportare?

NEI FILMATI ALCUNI DI QUESTI VEICOLI:









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