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Test LA REGOLA DEL SEI

Pubblicato il 15/05/2015 in Van & Pick-Up
LA REGOLA DEL SEI
LA REGOLA DEL SEI

Prima prova di un furgone dell’era post-Euro 5 con l’ultimo motore V6 del settore. È il Mercedes Sprinter 319 CDI, 190 CV per 3,5 tonnellate.

Super Sprinter. L’alfiere dei van Mercedes-Benz si mette ancora in evidenza, per prestazioni e tecnologia. È il primo furgone in regola con l’Euro 6 che si sottopone alle nostre prove. Ma non è un furgone qualunque, al di là dell’aspetto arcinoto. Sotto al cofano nasconde un gioiello di meccanica: 6 cilindri a V per tre litri di cilindrata e ben 190 CV. Numeri eccezionali che, purtroppo, si ritrovano anche sul listino dove il prezzo che ci mette un attimo a sfondare la soglia dei 40mila euro; anche perché la dotazione di base è piuttosto risicata, al contrario della lista degli optional che è pressoché infinita.

Di tutto e di più, specie in sicurezza

L’Esp e il Crosswind Assist (che minimizza l’effetto del vento laterale e che ora può essere installato retrofit sui modelli dal 2012 in poi) sono di serie. Non così altri accessori come quello che abbassa gli abbaglianti all’incrocio di altri veicoli, i controllori di corsia, e dell’angolo cieco o l’avviso di collisione con frenata automatica: il pacchetto completo è offerto a 1200 euro, che non sarebbero nemmeno tanti se la Mercedes non lo vincolasse ad altri optional. Sul nostro Sprinter c’erano anche il cambio automatico e il pacchetto BlueEfficiency (Stop&Start, gomme ad alta scorrevolezza e ausiliari intelligenti).

Senza dare nell’occhio

A fronte di tanta tecnologia, nell’abitacolo regna una teutonica austerità. L’ergonomia, pur senza ricorrere al volante regolabile, è delle migliori. La risposta dello sterzo eccellente, tanto in manovra quanto in feedback, e aiuta a gestire un veicolo che (pur se non è questo il caso) può raggiungere dimensioni ragguardevoli. Almeno in lunghezza, perché in larghezza lo Sprinter resta invece sotto i 2 metri, mentre diversi concorrenti vanno oltre. Eppure lo spazio abitativo, anche per tre occupanti, non è affatto risicato, grazie alla plancia lineare e agli arredi semplici. Più che discreta la portata, considerando il poderoso V6, che è poi la peculiarità di questo 319 CDI. La velocità massima non è eclatante, complice la ragguardevole sezione frontale; ma in accelerazione non ce n’è per nessuno: rispetto al già buono 313 CDI 2.2 a 4 cilindri guadagna quasi 10 secondi nello 0-100 km/h. E in ripresa i tempi si riducono di due terzi, perché il cambio automatico scala comunque, anche in caso di blocco manuale. Ecco, se proprio si deve trovare un difetto al 7G-Tronic, è nella manovrabilità della leva, quando si deve selezionare la marcia o quando si vuole passare all’utilizzo manuale. Le prestazioni non incidono più di tanto sui consumi: ad andature da Codice i due cilindri in più del 319 CDI ben si sposano coi rapporti lunghi. Ci guadagnano la silenziosità e persino la frenata: più peso davanti, più aderenza.

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