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MULTISPAZIO ALLA RIBALTA Il Renault Kangoo si fa più maturo

Pubblicato il 01/12/2021 in Van4Fun
Il Renault Kangoo si fa più maturo
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Giunto al terzo atto si mostra più incline al trasporto passeggeri di quanto non lo sia mai stato in passato. Ma sempre con grande equilibrio.

L’allievo ha superato il maestro? Il Renault Kangoo è nato nel 1997, quasi due anni dopo il Citroën Berlingo (e il Peugeot Ranch/Partner, oggi anche Rifter), cioè il veicolo che ha inaugurato il concetto di multispazio, declinabile nelle versioni autovettura per trasporto passeggeri e autocarro con carrozzeria furgone. Da subito ha aggiunto alla formula la carta in più delle porte laterali scorrevoli, puntando per le prime generazioni un look sbarazzino che sembrava ispirato ai cartoni animati. La terza tappa dell’evoluzione del compatto Renault ha appena iniziato il suo viaggio e questa esperienza di guida con il modello a 5 posti è l’occasione per riflettere sull’evoluzione di una tipologia di mezzi votati al tempo libero e allo sport come alla spesa settimanale e alle incombenze di piccole attività commerciali e artigianali, sopravvissuta persino alla scomparsa delle monovolume.

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Più auto, no Suv. Il disegno è più maturo, gli occhioni delle prime due serie e dei relativi step intermedi hanno lasciato il posto a gruppi ottici full led, inseriti in un frontale ricco di nervature che alleggeriscono l’insieme. Non c’è, insomma, quella dichiarata ispirazione al mondo dei Suv che caratterizza Berlingo, Rifter e Combo Life, tutti oggetto di un’accentuata crescita del volume del cofano a parità o quasi di disegno del resto della carrozzeria dai montanti anteriori all’estremità posteriore. Una scelta che regala al Kangoo un design più snello e meglio raccordato con il volume dell’abitacolo, oltre che una migliore visibilità e percezione degli ingombri dal posto guida, nonostante gli ingombri siano lievitati a quasi 4,5 metri di lunghezza per 1,92 di larghezza, rispettivamente una trentina e una decina di centimetri in più del modello precedente.

Clima bizona bizzoso. La plancia è moderna, con l’immancabile touchscreen – qui c’è l’Easy Link da 8 pollici – e ancora tanti comandi “fisici”, nella maggiore parte dei casi ben disposti: dal tasto della modalità Eco che attenua le prestazioni a favore dei consumi, alle manopole e ai pulsanti del climatizzatore bizona. Il quale ha evidenziato una difficoltà iniziale a raggiungere la temperatura desiderata, che stona con la definizione di sistema automatico: la sensazione è che la regolazione della temperatura sia troppo dipendente dal condizionatore, anche in pieno clima invernale. La posizione di guida è ampiamente configurabile e lo spazio abbondante per persone e bagagli, grazie alla crescita dimensionale già descritta. Quanto all’evoluzione dei contenuti – materiali e finiture – si può riflettere sugli effetti benefici della presenza di Mercedes-Benz nella definizione del progetto che ha dato vita anche al Citan.

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Spazio abbondante. I tre passeggeri posteriori hanno a disposizione un divano frazionabile 1/3-2/3: la Renault continua a dire no alle poltroncine singole - anche se la conformazione degli schienali è adesso più netta – e a ogni possibilità di scorrimento. Il ripiegamento delle due sezioni per lasciare più spazio al carico è molto agevole e dà luogo a una superficie uniforme caratterizzata, come in precedenza, solo da una leggera pendenza. Una lieve inclinazione si riscontra anche nel pavimento davanti ai tre posti dietro, ma non disturba. Non ci sono più le cappelliere sul padiglione per nascondere giocattoli e pelouche, ma resta il ripiano sopra al parabrezza e una buona quantità di vani – dal cassetto davanti al passeggero al comparto sotto al bracciolo fra i due sedili anteriori - che fanno del Kangoo un ambiente pratico e votato ai lunghi viaggi in gruppo.

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Millecinque, una certezza. Una volta in movimento, occorre fare l’abitudine allo spessore dei montanti anteriori: a parte questo, la guida è disinvolta, con uno sterzo leggero anche in manovra, non particolarmente preciso ma adatto al tipo di veicolo. Lo stesso si può dire delle sospensioni, morbide, che inducono un rollio evidente. Il motore è l’elemento di maggiore continuità: il turbodiesel 1.5 dCi nato e cresciuto con le generazioni precedenti del Kangoo, qui è nella versione da 95 CV, giusta per l’equilibrio fra le prestazioni in città e nei trasferimenti autostradali, da un lato, e i consumi, davvero ragionevoli, dall’altro. Oltretutto filtra davvero poco nell’abitacolo, contribuendo al confort da automobile “vera”. Ricordatevi, se non siete a pieno carico e su strade di montagna, di selezionare la modalità Eco: dà una mano tangibile al contenimento della richiesta di gasolio, insieme al cambio manuale a 6 marce dalla corsa lunga ma senza ostacoli. I freni hanno potenza adeguata, ma sul bagnato alcuni fondi come il pavé o il cemento dei parcheggi coperti tendono a ingannare l’Abs e gli spazi d’arresto si allungano.

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Adas, qualche assenza. Rispetto ai concorrenti, la dotazione di sistemi di ausilio alla guida è in via di completamento. L’esemplare guidato aveva il cruise control senza la regolazione automatica della distanza e la sola segnalazione del superamento delle linee di corsia senza la correzione attiva, ma una sorveglianza degli angoli ciechi e un insieme di sensori di parcheggio efficiente, cui si aggiunge il posteggio automatico. Nel cammino del Kangoo il prossimo anno porterà ulteriori integrazioni di sistemi, il passo lungo, il cambio automatico, l’elettrico e altro ancora. Ma la direzione impressa dalla Renault all’evoluzione del multispazio sembra già da adesso quella giusta.