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Pergusa IL PASSATO INCONTRA IL FUTURO

Pubblicato il 12/07/2012 in Van & Pick Up
IL PASSATO INCONTRA IL FUTURO
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A Pergusa il passato del 190.48 incontra il futuro dell'EcoStralis. Antonino Stissi, di Regalbuto (E

A Pergusa il passato del 190.48 incontra il futuro dell'EcoStralis. Antonino Stissi, di Regalbuto (Enna), titolare della Stian Valdittaino srl si presenta all'autodromo siciliano con un mezzo ormai entrato nella leggenda, l'Iveco Turbostar 190.48. Il camion ancora oggi effettua viaggi per il Nord Italia percorrendo la Salerno-Reggio Calabria. Risultato, un chilometraggio da record: 3,3 milioni di km! E senza cambiare il motore. Sentiamolo in questo video.




Antonino Stissi, con la sua esperienza, potrebbe fare tranquillamente lezioni di manutenzione. "Il segreto della longevità del mio Turbostar è tutto qui: cambio l'olio motore e i filtri aria, olio e gasolio ogni 20mila km. E, una volta l'anno, sostituisco l'olio di cambio e differenziale. Tutto ovviamente con lubrificanti originali consigliati dalla Casa. Con questi semplici accorgimenti e dai in mano un gran camion come questo all'autista giusto, ecco che un mezzo ti dura vent'anni e oltre". Ma vediamolo più da vicino, questo 190.48. Il rombo è quello inconfondibile del vecchio V8 da 480 CV. Mentre il cambio manuale è uno ZF a 16 rapporti. L'abitacolo è stato personalizzato con tessuto in colore blu e cavallini rampanti dalla Tappezzeria Duraccio di Napoli. "Trattato come si deve," continua Stissi, "questo è un mezzo dalle prestazioni eccezionali e dai consumi ridottissimi: fidatevi, riesco a fare tranquillamente 3,4 km con un litro percorrendo l'A3 da due a quattro volte alla settimana, con carichi da 15 tonnellate ad andare e 15 a tornare. Per pesi totali a terra che, al massimo, arrivano a 35 tonnellate". Ma che tipo di trasporti esegue il Turbostar di Stissi? "La nostra azienda ha 7 trattori e 8 semirimorchi centinati e trasporta merce industriale e collettame. Utilizzo la Salerno-Reggio Calabria e non la nave perché, durante il nostro viaggio verso il Nord, di solito scarichiamo merce anche in Calabria, in Campania, in Basilicata". Nessun problema con i tempi di guida? "No, perché noi non abbiamo l'assillo dei tempi come chi trasporta arance e ortofrutta in genere. E ogni volta che il 190.48 è stato fermato dalla Polizia, è stato sempre promosso a pieni voti. Anche dalle postazioni di revisione mobile". Certo, la Salerno-Reggio Calabria è pur sempre un percorso di guerra: "Guardi, ogni commento su questa strada è inutile, ormai lo sanno tutti. Anche se credo che l'aspetto peggiore siano le frequenti e lunghissime deviazioni che ci impongono". Se poi uniamo allo stato pietoso dell'A3 l'aspetto medievale dell'attraversamento dello Stretto di Messina, allora il quadro si fa ancor più a tinte fosche. "Una situazione veramente scandalosa", sottolinea Stissi. "Primo, per i prezzi. L'acquisto del biglietto scontato andata-ritorno, infatti, può avvenire solo a Villa San Giovanni. Una volta attraversato lo Stretto dalla Calabria alla Sicilia, se entro un mese non riesco ad organizzare il secondo viaggio in senso opposto, perdo il biglietto". Secondo motivo, i tempi di attesa. Risale al 2006, infatti, la creazione del nuovo molo di Tremestieri, alla periferia sud di Messina, riservato ai camion. Bene, è stato creato un molo senza diga foranea. Così, in caso di maltempo e forti correnti, al molo può attaccare una sola nave anziché due, anche perché la scogliera che lo protegge spesso viene danneggiata dalla forza del mare. E allora ecco che le attese alla curva elicoidale che conduce allo Stretto si fanno veramente lunghe. "Se tutto va bene per l'attraversamento dello Stretto si impiegano 3 o 4 ore. Ma se succede un inconveniente al molo, ecco che lì si perde anche una giornata". Addirittura succede che, a volte, il molo di Tremestieri venga chiuso, e che ai camion venga rilasciato un permesso temporaneo per l'attraversamento di Messina, altrimenti interdetta ai mezzi pesanti, per raggiungere l'imbarco del centro cittadino. E il bello (si fa per dire) è che il Comune di Messina sta tentando di introdurre un Ecopass per i tir che sfiorano solamente la città imbarcandosi ? quando ci riescono ? a Tremestieri. Introdotto nel 2010 e poi bocciato dal Tar, ora il Comune sta per reintrodurlo sottoforma di zona a traffico limitato, attraversabile dai camion sborsando la bellezza di 40 euro. Una vera beffa, che approfondiremo al momento di attraversare il braccio di mare. "Risultato, un camion che parte da Regalbuto effettua la prima sosta, al massimo, a Cosenza. Più su non si riesce ad andare. Per questo motivo credo che il Ponte sullo Stretto sia assolutamente necessario: anziché 4 ore e più impiegheremmo pochi minuti per fare solo 3 km". A questo va aggiunta "l'assoluta mancanza di aree di sosta in tutto il Sud, e soprattutto in Sicilia". Lo abbiamo provato coi nostri occhi: neanche un'area di servizio tra Palermo e Trapani; appena una tra Palermo ed Enna; "e una sola area fino a Catania". Le poche esistenti, poi, hanno spazi a dir poco ridicoli per parcheggiare degli autoarticolati. Ma, aspetto infrastrutturale a parte, Stissi tiene a sottolineare un concetto: "Le regole sui tempi di guida vanno rispettate, su questo non c'è dubbio, ma i controlli vanno fatti con buonsenso. Pochi giorni fa, a Treviso, abbiamo pagato una multa perché, durante la sosta in area di servizio, un nostro autista aveva spostato un camion per pochi secondi. Doveva semplicemente far spazio a un collega. Questo scherzo è costato una multa di 750 euro, da pagare subito e in contanti (pena il sequestro del mezzo, in base al nuovo Codice della strada), 15 punti in meno sulla patente e altri 750 euro all'azienda".

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