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Autotrasporto ANTITRUST: I COSTI MINIMI VANNO ABOLITI

Pubblicato il 12/07/2012 in Van & Pick Up
ANTITRUST: I COSTI MINIMI VANNO ABOLITI
ANTITRUST: I COSTI MINIMI VANNO ABOLITI

Attacco frontale dell'Antitrust al sistema dei costi minimi di sicurezza dell'autotrasporto. Nel doc

Attacco frontale dell'Antitrust al sistema dei costi minimi di sicurezza dell'autotrasporto. Nel documento inviato al Governo con cui l'Autorità Garante della concorrenza propone gli interventi sulle liberalizzazioni per il rilancio dell'economia, l'organismo suggerisce la cancellazione dell'articolo 83 bis. La normativa è peraltro messa in discussione (per la parte oggetto di delibera dell'Osservatorio) da un ricorso al TAR proposto da Confindustria. Il Tribunale amministrativo si pronuncerà il 13 gennaio.
Ecco il testo del documento dell'Antitrust:
"L'handicap che le imprese italiane patiscono in termini di efficienza dei servizi di logistica quando si confrontano sui mercati internazionali con i loro concorrenti europei dipende, oltre che dalle già citate criticità del trasporto ferroviario merci, anche dal trasporto merci su gomma.
I servizi di trasporto merci su gomma risultano spesso relativamente meno cari di quelli su ferro (impregiudicate le esternalità ambientali) ma, in ragione della estrema polverizzazione del settore e delle norme che di fatto prevedono la determinazione di tariffe minime, costituiscono ancora oggi uno svantaggio competitivo per il sistema economico.
L'Autorità, pur nella consapevolezza della specificità del settore dell'autotrasporto, ha in più occasioni sottolineato come la determinazione di tariffe minime ovvero l'individuazione, attraverso accordi volontari di settore, di costi minimi di esercizio - suscettibili di tradursi inevitabilmente nella fissazione di tariffe minime - non rappresenti strumento idoneo a garantire il soddisfacimento di standard qualitativi e di sicurezza del servizio ma, piuttosto, costituiscano un riferimento "focale" idoneo a facilitare la concertazione dei prezzi e, dunque, la determinazione di prezzi superiori a quelli che sarebbero frutto di scelte autonome dei singoli operatori, garantendo, in tal modo, condizioni di redditività anche a coloro che offrono un servizio inefficiente e di bassa qualità.
L'esercizio dei poteri di controllo e sanzionatori che la legge attribuisce alle amministrazioni pubbliche competenti, eventualmente rafforzato, consente di rispettare gli standard qualitativi minimi e l'osservanza della normativa in materia di lavoro e di previdenza, senza la necessità di introdurre restrizioni concorrenziali finalizzate unicamente alla protezione dei livelli di reddito dei vettori. L'Autorità ribadisce, pertanto, la necessità di eliminare la previsione contenuta all'articolo 83-bis del D.L. n. 112/2008, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 133/2008, e da ultimo modificato con legge 14 settembre 2011 n. 148, nella misura in cui essa impone, o comunque agevola, la fissazione di tariffe minime per i servizi di autotrasporto".
La presa di posizione dell'Antitrust ha suscitato l'immediata reazione della Fai Conftrasporto, il cui presidente Paolo Uggè ha dichiarato che "la proposta avanzata dalla Commissione Antitrust non puo' essere presa in considerazione da parte del Governo, sia per ragioni legate alla sicurezza della gente, bene primario da tutelare, sia per ragioni di carattere giuridico istituzionale. In nessuna parte delle norme segnalate dal neo presidente dell'Antitrust si prevedono tariffe. La definizione precisa è relativa ai costi della sicurezza. Ora anche uno studente ai primi anni di giurisprudenza sa quali siano le sostanziali differenze tra i prezzi, tariffe e costi. Possibile che i collaboratori giuridici che operano negli uffici della Commissione Antitrust non le conoscano? .

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