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Long Run Renault Trafic, una vera avventura

Pubblicato il 09/11/2021 in Van & Pick Up
Renault Trafic, una vera avventura
Renault Trafic, una vera avventura

Ci abbiamo fatto quasi 2000 km per partecipare al Test dei 1000 punti in Germania.

Missione: 1000 p.ti Test, prova confronto internazionale in cui tuttoTrasporti ha l'onore e l'onere di rappresentare l'Italia. Stavolta partecipano MAN, Scania e Volvo.

La macchina di servizio era già pronta e rifornita, quand'ecco che nel Caporedattore scatta l'idea: "perché non usi il Renault Trafic per andare in Germania?". Può sembrare bizzarro prendere un 9 posti per trasferire una persona sola, ma arrivato a destinazione saremo in tanti a doverci muovere quotidianamente, quindi uno shuttle ridurrebbe non poco il movimento di svariati altri mezzi. E, poi, sarebbe un po' come tornare alla vita precedente, quando facevo l'autista di pullman...

Renault Trafic, una vera avventura

Mattina presto. La partenza è fissata per il lunedì mattina, l'appuntamento è nel primo pomeriggio a Waldurn (D) fra Stoccarda e Heidelberg. La via più diretta è quella Svizzera, attraverso il tunnel del Gottardo, indi Zurigo, Sciaffusa, ecc. Alle 6,30 sono già in viaggio, svicolando  fra i primi rallentamenti del famigerato "tratto urbano" dell'A4 nell'interland milanese. Me la cavo,pur con gli oltre 5 metri del Renault a passo lungo, ma pago pegno già dopo la barriera di Como Grandate: lavori in corso (da mo') e buoni venti minuti persi. A Brogeda mi concedo l'ultimo caffè italiano della settimana che m'aspetta, con la scusa dell'acquisto della indispensabile vignetta (40 franchi).

Renault Trafic, una vera avventura

Via Gottardo. Passata la frontiera, lascio le frequenze della mia radio preferita (tanto l'avrei persa comunque fra estero e montagne) e passo alla mia personalissima playlist, che l'impianto audio del Trafic riporta in maniera fedele e senza rigetti. Il motore è abbastanza vellutato e silenzioso da non sovrapporsi alle note, tanto meno considerando il volume medio che si va via via alzando come l'alba che mi accompagna. Serve anche a ingannare l'attesa di altri lavori prima di Lugano, che già allungano il mio ritardo a oltre mezz'ora. Poi ci sono i ferrei limiti elvetici (che scoprirò non essere nemmeno i peggiori) a farmi temere di essere ormai in irriparabile ritardo. Ma, passato l'imbuto, il traffico si dirada e procedo quasi in solitudine verso il Gottardo: 17 km di tunnel, in mezzo ai quali il termometro esterno passa da 5° a 30° un po' per la coperta di roccia sovrastante un po' per i gas di scarico che finché non andremo tutti a batterie (sì, ciao) ristagnano e riscaldano l'ambiente. L'aria condizionata del Renault, rigorosamente con ricircolo (che si stacca automaticamente dopo un po') fa il suo dovere. 

Renault Trafic, una vera avventura

Sono fuori dal tunnel. Usciti dalla galleria più lunga d'Europa, si scende abbastanza rapidamente (sempre rigorosamente entro gli 80 km/h fissati) a valle dove la mia idea è di svoltare a destra facendo un po' di statale pur di non attraversare la trafficata zona di Lucerna. Noto con piacere che anche il navigatore Renault è della stessa opinione e punto verso Zurigo sfiorando il bucolico Vierwaldstattersee, ovvero il lago della foresta dei quattro Cantoni noto ai più come lago di Lucerna.

Renault Trafic, una vera avventura

Heidiland. Con il sole che comincia a bucare le nubi, strappi di blu nel cielo e le mucche nei prati mi rassereno e cerco di non pensare al mio ritardo. Intanto grazie all'andatura "imposta" dal Codice Elvetico, la media dei consumi che in Italia era sugli 8,4 litri/100 km scende già a 8: 12,5 km con un litro di gasolio sono un bel fare per un veicolo della stazza del Trafic. E scenderanno ancora dopo Sciaffusa, quando le montagne lasceranno il posto a più morbide colline, per diventare pianura dopo la frontiera tedesca. Per inciso, nessun controllo finora di documenti o geenpass, ma è il bello di viaggiare per strada e non per aria (o ferrovia). 

Renault Trafic, una vera avventura

Sani alla meta. Nonostante un paiuo di "distrazioni" dal percorso suggerito (costate altri 20'), intorno alle 14 sono all'aerodromo di Waldurn: la mia meta, dove incotrerò i tre camion per i primi rilevamenti e le sessioni fotografiche. Ho percorso 650 km praticamente senza soste, segno che sul Trafic si sta comodi, e adesso posso cominciare a lavorare!

Renault Trafic, una vera avventura

C'è posto per 9. La giornata su e giù dai camin del 1000 punti procede come sempre fra attese e turni di guida, ma alla fine si fa sera. E il Trafic mostra tutte le sue qualità al monento di andare a cena: 9 energumeni trovano posto sul Renault nenache tanto a fatica; peccato solo che per l'accesso alla terza fila sia ribaltabile solo lo schienale singolo di destra, rendendo di fatto poco utile la porta scorrevole a sinistra (serve per uno/due passeggeri della seconda fila). Oltretutto i sedili non sono nemmeno scorrevoli (con guide al pavimento) su questa versione. In compenso, grazie al passo lungo, resta un buon volume di bagagliaio, quand'anche si viaggiasse a piena capacità di passeggeri.

Renault Trafic, una vera avventura

E' ora di tornare. Alla fine una settimana è passata, su è giù dai camion, con intermezzi di Trafic. Non è ancora l'alba quando puntiamo il muso del nostro Renault verso casa. Tanto per non annoiarmi, dopo che il navigatore di bordo mi stava mandando in un ameno paesino di nome Strasburgo, ma in Germania! Non nella più famosa "Capitale d'Europa" in territorio francese, la mia vera meta (ma è colpa mia che non cambiato la nazione). Attivo anche Google Map sul telefonino, così ora i cervelli di bordo sono tre: quello del veicolo, quello dello smartphone e il mio, forse il peggiore di tutti. 

Renault Trafic, una vera avventura

Via complicata. L'idea di scendere fin dopo Strasburgo, per poi scavallare il Reno e proseguire verso sud, direzione Svizzera, sembrava buona. Anche il navigatore Renault era d'accordo, almeno finché non ha iniziato a suggerire di prendere la prima uscita e invertire la marcia. L'ho ignorato fino a quando non mi sono trovato davanti il ponte sbarrato: uscita obbligatoria e tante scuse al Trafic che, forse, lo sapeva e voleva giustamente farmi tornare indietro. Però una regola degli autisti di pullman è che non si rifà mai la stessa strada, se no il passeggero s'accorge... Così, ritrovatomi sull'argine dell'immenso fiume decido di proseguire: entrambi andiamo a Basilea, facile, no?

No, non tanto! La strada a fianco al Reno è deserta e ben percorribile, e il Trafic scorre più veloce dell'acqua. Però si fa sempre più stretta, finché non diventa prima sterrata e poi addirittura un sentiero nel bosco, sempre più bucato e col fondo ricoperto di foglie autunnali. Il posto sbagliato per un furgone a 9 posti, meglio sarebbe stato avere un pick-up come l'Alaskan (per restare in famiglia Renault). Pazienza, incrociamo le dita e l'altezza da terra del Trafic scongiura il peggio finché non ritroviamo l'asfalto e la civiltà in questa terra che nelle ultime guerre ha sempre cambiato bandiera tra Francia e Germania. 

Renault Trafic, una vera avventura

Una sfiga dopo l'altra. Dato che di ponti sul Reno non ce ne sono molti, realizzo che mi conviene stare in Alsazia, direzione Colmar, con buona pace delle autobahn senza limiti teutoniche. Solo che qui dove sono non ci sono nemmeno i 130 km/h ma i 110. E col cruise puntato a 115 scopro la "tolleranza zero" dei trasalpini. Poi dicono degli svizzeri. Che comunque uno scherzo me lo fanno pure loro chiudendo a intermittenza il tunnel del Gotttardo per non intasarlo. Un'altra ora persa, ascoltando sempre la solita plylist che ha ormai fatto un paio di giri e facendo un piccolo spuntino sulle comode poltrone anteriori del Trafic. Dopo sette ore - e un'altra divagazione per Chiasso città causa traffico - quando arrivo alla prima area di servizio italiana per la pausa caffé, bacio il suolo come fece Verdone/Pascquale Amitrano con la sua Alfasud nel film Bianco Rosso e Verdone. A proposito di cinema, dopo circa due mila chilometri e diversi bivacchi, fra carte e cartacce, bicchieri accartocciati e avanzi vari, l'abitacolo del nostro Renault comincia a sembrare quello dell'auto dei Blues Brother. Ma basta poco per rimettere tutto in ordine: i rivestimenti del Trafic sono robusti e facili da pulire, più praticità che lusso. E il consumo si è stabilizzato a 7,7 litri/100 km. Che volete di più?

Danilo Senna    

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